GEAPRESS – Esordio drammatico, nel bresciano, per le squadre speciali del Nucleo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato.

Il primo grave incidente è occorso il primo ottobre, nel Comune di Monticelli Brusati in località La Montina, dove un cacciatore ha centrato, durante una battuta di caccia, un Assistente del Corpo Forestale dello Stato in servizio presso il Nucleo Operativo Antibracconaggio (N.O.A.) distaccato sul “Passo Maniva” (Bs). Un errore di caccia, come il cane ucciso giorni addietro sempre nel bresciano, scambiato per una lepre (vedi articolo GeaPress). I Forestali erano appostati per intervenire ai danni di un bracconierie che aveva sistemato alcune reti, già con una dozzina di uccelli catturati, più 100 archetti, sempre trappole per avifauna. Nei pressi c’era, però, un cacciatore che appena ha visto muovere la vegetazione, ha sparato centrando il Forestale appostato. Il bracconiere si è dato alla fuga.

Il nostro Forestale sarebbe sicuramente morto – ha dichiarato il Comandante del NOA, Vice Questore Aggiunto Isidoro Furlan – se la rosa di pallini non fosse stata schermita dalla  fitta vegetazione”.

Il colpo di fucile, infatti, è partito da appena dodici metri, ma solo quattro pallini hanno raggiunto la gamba del Forestale. Ad aggravare la situazione, però, la stessa distanza dalla postazione della Forestale. Oltre due ore a piedi. Lunghi sopralluoghi nei boschi per cogliere in flagranza i bracconieri. Soccorso dai colleghi e dagli stessi cacciatori, il Forestale è stato caricato nella macchina di uno dei cacciatori e così ricoverato in ospedale. In tutto quattro pallini nella gamba che dovranno essere estratti con una operazione chirurgica. Il cacciatore è stato denunciato per lesioni colpose.

Il secondo incidente, invece, è avvenuto durante un intervento della Forestale sempre lo stesso primo ottobre. Dieci ore di appostamento all’agghiaccio per gli Agenti del NOA e poi l’intervento in località “Cimitero” nel Comune di Agnosine (Bs). Qui all’alt della Forestale il bracconiere si è dato alla fuga. Ne è seguito un inseguimento serrato con una prima colluttazione e poi un secondo corpo a corpo, dove il bracconiere ha spinto con forza un Agente, ex atleta del Corpo Forestale dello Stato, provoncandogli una frattura composta “trochide omerale destra” della spalla. A questo punto sono giunti i rinforzi della Forestale che hanno bloccato il cacciatore di frodo. Un uomo già noto per numerosi precedenti specifici, tanto che al bracconiere, era stata ritirata la licenza di caccia. Il Forestale ferito, condotto a Gavardo, è stato ricoverato al pronto soccorso. Per lui 35 giorni di prognosi. L’intervento in questione ha portato al sequestro di cinque reti per uccellagione della lunghezza di circa 200 metri, circa 300 trappole in ferro per l’avifauna, sei pettirossi in grado di riprendere il volo e prontamente liberati, due tordi e cinque lucherini.

Ancora una volta, dunque, ritorna il problema della sicurezza. Il Comandante del NOA, dott. Isidoro Furlan, ha raccomandato ai cacciatori di utilizzare la massima precauzione, specie nei fine settimana, quando i boschi sono molto frequentati da escursionisti, turisti, cercatori di funghi e di castagne.

Un pericolo ancor più accentuato nel primo periodo di caccia – ha dichiarato a GeaPress il Comandante Furlan – una preoccupazione che dovrebbe essere primaria ed invece messa in secondo piano rispetto alla preoccupazione di cacciare. La sicurezza prima di tutto. Non si può sparare appena si muove qualcosa, bisogna avere la massima attenzione” ha aggiunto il Comandante Furlan.

Il bracconaggio – ha affermato il Comandante Furlan – è ancora una grande piaga, per la fauna e gli usufruitori della montagna, ivi compresi i cacciatori, ai quali raccomandiamo massima accortezza, soprattutto per l’incolumità dei raccoglitori di castagne e funghi, questi ultimi spesso in compagnia dell’intera famiglia”.

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