GEAPRESS – Chissà se fa parte di un protocollo. Ad Ischia (NA), volevano finire le Guardie LIPU gettandole di notte dalla scogliera. A Messina, invece, a nuoto ci sono finiti proprio loro, i bracconieri di quaglie. In questi giorni imperversano specie nei litorali e nelle piccole isole. Ad ogni modo, hanno fatto tutto loro, i cinque di Messina ( R.L. di anni 38, D.G. di anni 56, D.N. di anni 21, S.D. di anni 56) scoperti ieri alle 22.45 dal Corpo Forestale della Regione siciliana con il coordinamento dell’Ispettorato Ripartimentale della Foreste di Messina.

Alla vista dei Forestali alcuni hanno tentato di darsela a gambe, altri a …. nuoto! Nelle gelide acque dello Stretto di Messina, in un punto famoso per i gorghi, quello di Torre Faro. Un movimentato inseguimento, quello del Corpo Forestale della Regione siciliana che ha fatto desistere i bracconieri dal proseguire una fuga dai risvolti decisamente pericolosi.

Sulla spiaggia avevano piazzati due reti per uccellagione alte ben cinque metri e lunghe ciascuna 25. Vi era poi il richiamo elettromagnetico (mezzo di caccia vietato) fornito di altoparlanti ed i 4 tubolari metallici per tenere issate le reti. Purtroppo avevano già catturato e ucciso cinque quaglie (vedi foto).

I mezzi di caccia sono stati sequestrati mentre i cinque sono stati condotti presso la sede dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Messina per la denuncia. La Forestale siciliana ricorda che in questo periodo la caccia alle quaglie utilizzate per l’alimentazione, ed ai cardellini per i canto, è particolarmente diffusa. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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