GEAPRESS – Intervento nel giorno dell’Immacolata Concezione del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato del Coordinamento Territoriale Ambiente del Parco Nazionale della Sila. Ad essere denunciati due cacciatori sorpresi in evidente atteggiamento di caccia in località Carrozzino di Zagarise. Stavano infatti imbracciando i
rispettivi fucili semiautomaci, calibro dodici, caricati a palla singola. Con loro i cani segugio.

I due cacciatori, colti in atto di bracconaggio, sono stati così denunciati per l’esercio dell’attività venatoria in area protetta, ovvero all’interno del Parco Nazionale così come  per l’introduzione delle armi e delle munizioni. Tutto sotto sequestro ed ora messo a disposzione dell’Autorità Giudiziaria.

L’attività del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione di Zagarise  va così ad aggiungersi ad analoga attività compiuta nello scorso mese di novembre dal personale dei Comandi Stazione Parco di Cotronei e Gariglione (vedi articolo GeaPress ) a carico di altri quattro bracconieri ai quali erano stati sequestrati altrettanti fucili e munizioni. I controlli del Corpo Forestale dello Stato, in merito al fenomeno del bracconaggio all’interno delle  aree protette, continueranno anche nelle prossime settimane al fine di prevenire e contrastare  la caccia illegale all’interno del Parco della Sila.

Interventi ai danni di bracconieri anche ad Imperia dove la Polizia Provinciale, dopo lunghi appostamenti notturni nelle aree innevate del Passo del Corvo nel Parco delle Alpi Liguri, ha fermato un uomo armato di carabina, che aveva sparato contro un camoscio. Il bracconiere, che verrà ora segnalato per l’eventuale ritiro del porto d’armi, non si è fermato all’alt di polizia ed è stato necessario un vero e proprio inseguimento sulla neve, prima di poterlo identificare e denunciare.

Ancora più complicato quanto accaduto nel mese di novembre in provincia di Trento. Il Corpo Forestale della Provincia ne ha dato comunicazione solo di recente.  Il personale della Stazione forestale di Riva del Garda è infatti intervenuto nei territori comunali di  Riva e Tenno dove era stata segnalata un’intensa attività di caccia agli ungulati e alle lepri. In modo particolare al momento del controllo di due persone armate appostate nei pressi del centro abitato,  è nata una vera e propria colluttazione. Pochi giorni dopo, un successivo controllo, sempre nel territorio del Comune di Riva del Garda, ha portato all’individuazione di tre armati, ognuno dei quali trasportava un sacco. Gli uomini, quando è stato intimato l’alt, si sono dati alla fuga scappando a bordo di un’automobile. Raggiunti dai Forestali nei pressi di Tenno non hanno esitato ad eseguire una manovra azzardata centrando contromano una autovettura che proveniva dalla parte opposta della carreggiata.

All’interno del veicolo è stata rinvenuta  carne di selvaggina appena abbattuta. I soggetti hanno dichiarato che trattavi di camoscio. Ritrovati e sequestrati anche un fucile calibro 12 non in custodia e munizioni detenute illegalmente. Le perquisizioni domiciliari hanno inoltre portato al ritrovamento di carne fresca di camoscio, tre trofei di capriolo e sei di camoscio, tutti privi di certificato di provenienza e di recente abbattimento. Alla fine della lunga attività di appostamenti ed indagini si è rilevato che in realtà trattavasi in tutti i casi di persone residenti in zona e soci, riferisce sempre il Corpo Forestale della Provincia di Trento, cacciatori della sezione di Riva del Garda. I reati contestati riguardano l’abbattimento di un camoscio con munizione spezzata, resistenza a pubblico ufficiale, più alcune violazioni amministrative per esercizio di caccia da strade pubbliche.

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