GEAPRESS – A breve distanza dalla morte di “Fenu”, il quarto fenicottero rosa centrato dalla rosa dei pallini da caccia lo scorso 21 settembre nello stagno di Cabras (OR), (vedi articolo GeaPress). L’unico superstite. Per lui si era sperato. L’intero staff della clinica Veterinaria Duemari di Oristano ha fatto l’impossibile.

Poche ore dopo il decesso arriva un’altra terribile notizia. Questa volta hanno centrato un cigno nero, sempre nello Stagno di Cabras. Da quelle parti si osservava da qualche mese ed i suoi voli assieme ai fenicotteri, erano stati ripresi più volte dai giornali. Si tratta di un uccello di origine australiana, utilizzato sovente come animale ornamentale. Si era ben adattato e non dava fastidio a nessuno.

Ed invece il povero cigno nero è stato atterrato da un colpo di fucile. Stamani è stato recuperato dal Corpo Forestale della Regione Sardegna e consegnato alla Clinica Veterinaria Duemari diretta dal dott. Paolo Briguglio (vedi foto). Gli esami diagnostici sono tutt’ora in corso, ma tutto lascia pensare che si tratti di una rosa di pallini di piombo.

Sulla vicenda sono intervenuti il Gruppo d’Intervento Giuridico, la Lega per l’Abolizione della caccia e gli Amici della Terra. Secondo le tre Associazioni, oltre alle dovute indagini per individuare i responsabili, sono necessari maggiori controlli da parte delle Forze dell’Ordine al fine di reprimere un bracconaggio spudorato e che sembra essere diventato di routine nelle zone umide del Sinis.

Un fenomeno sempre più preoccupante quello del bracconaggio, che ha visto di recente protagonisti anche gli Ibis eremita a più riprese abbattuti in Toscana. In Sicilia, invece, un Biancone radiocollarato in Basilicata. Gli studiosi ne stavano seguendo la migrazione, ma qualcuno ha deciso di interromperla in provincia di Messina. Ancor più di recente, invece, la notizia di una cicogna bianca rinvenuta nel Pantano Leone, a Campobello di Mazara (TP). L’animale, morto impallinato, riportava un anello svizzero. Il biancone, invece, era studiato nell’ambito di un progetto congiunto all’Università di Alicante, in Spagna. Gli Ibis, invece, erano anch’essi inseriti in un progetto internazionale, questa volta austriaco. Come farsi conoscere, cioè, in tutta Europa.

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