GEAPRESS -Avrebbe potuto catturare volpi, cinghiali e tassi. La grossa gabbia – trappola (nella foto) sequestrata in località Cocolliti, nel Comune di Cortale (CZ) era armata e ben mimetizzata per eludere i controlli. Del grosso messo, il cui uso è vietato dalla legge, se ne sono accorti i Forestali del Comando Stazione di Girifalco, che hanno provveduto al sequestro.

Sempre in Calabria, ma nel Comune di Roccaforte del Greco (RC), i Carabinieri del Comando Compagnia di Melito Porto Salvo (RC), hanno provveduto a denunciare due uomini sorpresi a cacciare di frodo all’interno del Parco dell’Aspromonte. Il fucile risultava regolarmente denunciato. I due bracconieri avevano già abbattuto un cinghiale.

Più particolareggiato il meccanismo messo in atto da alcuni cacciatori da appostamento della provincia di Vicenza per sfuggire ai controlli. Il sentiero che conduceva alla loro postazione, infatti, era stato munito di fotocellula. Un controllo di polizia così sarebbe stato immediatamente rilevato. La Polizia Provinciale è riuscita ad aggirare l’ostacolo, identificando e sanzionando i cinque cacciatori che agivano tra Recoaro e Valdagno.

Un intervento ai danni di un uccellatore foggiano, è stato invece portato a termine dalla Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Manfredonia. Cinquecento metri quadrati di terreno e due reti parallele tra loro, in località Sciale delle Rondinelle. Richiami, 30 allodole ancora impigliate nelle rete ed altre cento nelle gabbie. Si sospetta che il soggetto potesse essere in combutta con acquirenti del nord Italia.

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