pappagallo cenerino
GEAPRESS – E’ di questi giorni la notizia dello smantellamento del Servizio CITES del Corpo Forestale della Regione Siciliana che si occupava di traffico illegale di specie rare.

Si tratta, così come ricordato da un cartello di numerose associazione, del traffico illegale di piante ed animali selvatici che rappresenta il secondo mercato nero più redditizio al mondo, dopo quello della droga. Il giro d’affari stimato è di 7 miliardi di euro l’anno, oltre che a determinare una delle principali cause di perdita di biodiversità nel mondo.

La Sicilia, posta al centro del Mediterraneo, con porti e aeroporti anche internazionali, rappresenta una delle tappe utilizzate per il commercio legale, ma anche per traffici spesso illegali. Il costante controllo di porti e aeroporti rappresenta una delle principali attività di contrasto all’illegalità, oltre all’attività di tutela di specie animali e vegetali minacciate. Il depotenziamento delle attività di controllo, con lo smantellamento in corso del Servizio CITES della Regione Siciliana e l’assorbimento di residui compiti di controllo del territorio all’interno dell’Area II del Comando CFRS con il trasferimento in altri Uffici di personale con elevata esperienza e specializzazione, va in controtendenza rispetto alla necessità di aumentare il controllo sul traffico e sulla detenzione illegali.

Per queste ragioni, le Associazioni LIPU-BirdLife, WWF, CABS, GTR, MAN, EBN, ANFOR, Fondazione pro Biodiversità, e docenti dell’Università di Palermo hanno richiesto un incontro urgente all’Assessore al Territorio e Ambiente Ing. Croce e al Comandante della Forestale dott. Gullo in merito allo smantellamento in corso del Servizio CITES del Corpo Forestale della Regione Siciliana. Il tutto avvenuto nonostante l’Italia sia in procedura di pre-infrazione “EU-Pilot” 5283/2013/ENVI per il non corretto controllo del fenomeno del bracconaggio e del traffico di specie protette, attività per la quale il Servizio 8 – CITES lavorava quotidianamente con lusinghieri risultati.

Le associazioni intendono inoltre conoscere quali saranno le azioni di contrasto al fenomeno del bracconaggio e del traffico di specie protette, che l’amministrazione regionale intende perseguire.

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