GEAPRESS – E’ stato costituita di recente, ma nella Riserva Naturale Orientata dei “Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio” in provincia di Palermo, non si perde tempo per continuare ad andare a caccia. Una squadra di cinghialisti è stata, infatti, sorpresa dal Nucleo Operativo provinciale del Corpo Forestale della Regione siciliana. Tre persone, infatti, sono state oggetto di intervento dei Forestali che avevano notato la loro attività all’interno di una delle aree naturalisticamente più interessanti della Sicilia. E dire che quando si iniziava a pensare di istituire questa Riserva, i cinghiali in Sicilia non c’erano. Poi qualcuno li fece scappare, ed ora, nonostante la Riserva, si vuole continuare a cacciarli. I Forestali hanno sequestrato le armi (vedi foto) tra cui una carabina calibro 30/06 utilizzata per l’abbattimento di grossi animali.

Appena pochi giorni addietro, sempre in Sicilia ma in provincia di Messina, altre due notizie degne di nota. Ad Ali Terme è stato infatti abbattuto un Biancone, grosso rapace radiocollarato nell’ambito di un progetto congiunto con l’Università di Alicante, in Spagna. Sebbene la notizia sia stata diffusa solo di recente, l’animale era stato ucciso lo scorso settembre. Era stato radiocollarato nel Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, in Basilicata. A Barcellona Pozzo di Gotto, invece, altro intervento della Forestale siciliana, questa volta ai danni di un allevatore di fringillidi. A quanto pare erano catturati in natura ma venivano posti alla vendita su internet a prezzi competitivi rispetto a quelli nati in cattività.

Era invece del tutto abusiva l’attività di un uccellatore di Villa Santina, in provincia di Udine, denunciato dalla Polizia Provinciale perché trovato in possesso di ben 21 reti di uccellagione, cento uccelli di cattura ancora vivi ed una quarantina morti. Un cacciatore, sempre su intervento della Polizia provinciale di Udine, è stato inoltre denunciato all’interno della riserva di caccia di Moggio Udinese. Non aveva segnato nulla nel tesserino.

Nuovo bresciano in trasferta, invece, dopo quello pizzicato nei giorni scorsi (vedi articolo GeaPress), in provincia di Cosenza. Bresciani ma anche un pistoiese con ben 9000 cartucce. Nell’ultimo caso denunciato dalla Polizia Provinciale, si tratta di tre cacciatori. Due di questi sono stati fermati a Mucone di Bisignano. Due cacciatori del luogo con richiami illegali che riproducevano il verso del tordo. Il residente nel bresciano, invece, è stato fermato in località Lagarò nel Comune di Celico. Sparava contro le allodole. Anche in questo caso altri richiami sequestrati più la selvaggina abbattuta.

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