GEAPRESS – Ha riportato la frattura scomposta al radio-ulna dell’ala destra. Si tratta di un’Aquila minore, centrata da una rosa di pallini di piombo in località “La Corte” nel Comune di Sassari. La povera Aquila è ora ricoverata presso il Centro recupero fauna selvatica di Bonassai, dove si è provveduto a sedare l’animale al fine di bloccare l’arto (nella foto del Centro di Bonassai). Il grosso uccello è stato rinvenuto in terra in uno stato di confusione e stordimento. Il recupero è avvenuto il 24 ottobre scorso sebbene ne sia stata data comunicazione ora.

Nuovi episodi di caccia illegale che in questi giorni hanno per altro portato alla denuncia di altre persone. A Vicenza la Polizia Provinciale ha provveduto a denunciare a Valdagno e Cornedo, due persone per i reati di uccellagione. Alcuni richiami acustici, più gli uccelli catturati e spellati nel congelatore a Cornedo, mentre per Valdagno si trattava di una donna sorpresa a srotolare una rete per la cattura dei volatili. Anche lei aveva uccelli protetti già sistemati nel congelatore di casa. Ad Udine, invece, la Polizia Provinciale ha provveduto a denunciare un bracconiere, sempre per reati di uccellagione, nel Comune di Ovaro. Utilizzava richiami acustici e vischio, entrambi strumenti di caccia vietati dalla legge. Nel congelatore 167 uccelli morti, mentre 12 erano utilizzati come richiami vivi.

Nel Parco Nazionale del Pollino, invece, ad essere fermato in località “Acqua del Bagno”, è stato un cacciatore di selezione. Faceva parte dei cacciatori autorizzati nell’area protetta ma non godeva al momento, di alcuna autorizzazione. Per tale motivo il Corpo forestale dello Stato, oltre che a denunciarlo per gli specifici reati ha anche comunicato il nominativo all’Ente Parco per gli opportuni provvedimenti del caso.

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