caccia tagliole
GEAPRESS – “Il Governo ammette che non c’è nessun Piano Nazionale antibracconaggio e demanda i controlli e la lotta alla caccia illegale alle competenze del Corpo Forestale dello Stato; lo stesso Corpo Forestale che sta per essere abolito proprio per volontà dell’Esecutivo. Una proposta tanto vuota quanto paradossale”. Così i deputati del M5S della Commissione Agricoltura commentano la risposta che avrebbe riferito il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche Agricole, Giuseppe Castiglione, all’interrogazione in Aula oggi alla Camera sulle iniziative del Governo per il contrasto delle attività di bracconaggio in Italia.

Oggi scopriamo che il ministero delle Politiche Agricole si affida al CFS per combattere il bracconaggio richiamandone le competenze ‘sia nell’ambito delle strutture centrali, primo fra tutti il Nucleo operativo antibracconaggio, che in quelle distribuite sul territorio nazionale’ – afferma la deputata 5stelle Chiara Gagnarli, proponente dell’interrogazione – Forse al ministero delle Politiche Agricole non è ancora arrivata voce che il suo Governo con il ‘decreto Madia’ ha deciso di cancellare il Cfs assorbendolo nell’Arma dei Carabinieri. Eppure la Commissione Europea ha già richiamato l’Italia per le continue attività di bracconaggio ai danni dell’avifauna in violazione della Direttiva Ue Uccelli. Un’emergenza internazionale visto che il nostro Paese è uno snodo centrale nelle rotte migratorie del Mediterraneo, con l’individuazione di specifiche aree critiche, cosiddetti ‘black-spot’ (delta del Po, Sicilia, Sardegna, provincia di Brescia, provincia di Caserta, le isole di Ponza e di Ischia)”. “Chiediamo che il Governo garantisca la lotta al bracconaggio in Italia, anche in virtù delle norme Ue di conservazione della biodiversità, e che, come previsto in una proposta di legge del M5S, venga abrogato l’articolo 842 del Codice Civile che consente ai cacciatori di entrare nei terreni privati durante l’attività venatoria, visto che le procedure che i proprietari terrieri devono affrontare per impedirlo sono così complicate da scoraggiare chi vuole sottrarre i propri terreni alla caccia”.

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