GEAPRESS – Fine settimana intenso per l’antibracconaggio italiano. Protagonisti e vittime, sono stati senz’altro i cervi. Letteralmente diviso a metà, infatti, era quello di Vandoies, in provincia di Bolzano. I Carabinieri della locale stazione, all’una del mattino di sabato scorso, avevano provveduto a fermare nel corso di un servizio di controllo della circolazione stradale, due individui intenti a caricare nella propria autovettura la metà posteriore dell’animale. Il controllo sull’autovettura portava altresì alla scoperta di due binocoli, un faro di profondità e tre lampade a led utilizzate per la caccia notturna. Una forma di attività venatoria vietata dalla legge. Era però regolarmente denunciato il fucile utilizzato per abbattere illecitamente l’ungulato. L’arma veniva ritrovata dopo i sopralluoghi eseguiti dai Carabinieri sia nei terreni circostanti che nella macchina del secondo individuo. Nel bosco la raccapricciante scoperta, ovvero la metà anteriore del povero cervo (vedi foto). Entrambi i soggetti erano di Rio Pusteria (BZ).

Si trovavano, invece, tra Breno (BS) e la provincia di Sondrio, i tre bresciani fermati dalla Polizia frontaliera di Tirano (SO). Due cervi ed un capriolo, gli animali precedentemente abbattuti. Uno dei tre bracconieri, era riuscito ad allontanarsi ed è stato poi rintracciato a Breno. Sequestrati, oltre ai tre ungulati, anche fucile, munizioni e visore notturno.

Una vera e propria fuga, con tentativo di investimento sia della macchina della Polizia Provinciale di Ferrara che dell’Agente rimasto a terra, è invece quanto successo nelle Valli del Mezzano (FE). Tre uomini stavano cacciando all’interno di un centro di riproduzione ma all’alt della Polizia Provinciale il mezzo si è dato alla precipitosa fuga. Raggiunto dal veicolo della Polizia provinciale, il guidatore non ha esitato ad invertire la marcia e tentare l’investimento.

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