GEAPRESS – Erano tutti di Bracigliano, in provincia di Salerno, i tre uccellatori fermati ieri mattina dai Carabinieri del Comando Stazione di Salva Irpinia (AV). I militari si erano inizialmente accorti della presenza della Audi posteggiata nei pressi della strada che conduce alla “cava sarno”. Dai dati di quella macchina è stato così possibile risalire all’identità di uno degli uccellatori, poi raggiunti nei pressi mentre si apprestavano nella loro attività. Ai tre venivano sequestrate otto gabbiette per uccelli, una rete per la cattura dei volatili, un marsupio contenente vari utensili per l’uccellagione (spago, ferri, pinze, etc) ed undici cardellini, ivi compresi quelli usati come esca. Gli uccellatori sono stati denunciati per il reato di uccellagione, mentre, oltre all’attrezzatura, sono stati posti sotto sequestro anche i cardellini. Tutti gli animali, affidati al Corpo Forestale dello Stato, saranno destinati alla liberazione.

Sempre ieri, ma a Sant’Agata sui due Golfi, frazione di Massa Lubrense (NA), è stato recuperato dai volontari del WWF e consegnato al Corpo Forestale dello Stato, un Gufo comune impallinato (vedi foto WWF). L’animale è ora affidato alle cure dell’Ospedale Veterinario “il Frullone”. Ignoto l’autore del ferimento.

Hanno invece tutti un nome e un cognome, come gli uccellatori di Bracigliano, i cacciatori che giorni addietro sono stati colti in atto di bracconaggio dai Comandi Stazione del Corpo Forestale di La Spezia, Sesta Godano e Deiva Marina. Una ventina le violazioni alla normativa statale e regionale, per le quali sono stati elevati verbali e sanzioni amministrative per circa 20.000 euro.

In località Passo delle Teise, nel Comune di Corrodano, veniva colto in flagranza un cacciatore della zona, R.W. di anni 39, il quale aveva appena abbattuto una beccaccia sparando in prossimità della strada provinciale. Non erano dunque rispettate le misure minime di 50 metri dalle strade carrozzabili.

In località Terra Rossa, nel comune di Framura, un cacciatore, Z.P. di anni 76, si era invece appostato con il fucile carico e pronto al passaggio degli uccelli migratori. Incredibile l’appostamento scelto. Il cacciatore si era sistemato all’interno di un tombino collocato al bordo della strada provinciale, violando anch’egli la normativa specifica.

Sempre in località Terra Rossa e sempre appostato con il fucile carico lungo la strada provinciale, un altro cacciatore, C.P. di anni 59. Allo stesso, oltre alla denuncia per il mancato rispetto della distanza di sicurezza, è stata anche contestata la mancanza di alcuni versamenti di legge, necessari per poter legittimamente esercitare l’attività di caccia. Sempre lungo una strada asfaltata ma in località Bardellone, nel Comune di Levanto, T.A. Di anni 48, stava appostato con fucile carico in piena battuta di caccia al cinghiale.

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