GEAPRESS – 17 uccelli abbattuti, tutti appartenenti a specie protette. Nove fringuelli, cinque pispole, un canapino, una cincia e una tordela. Questo il carniere di un cacciatore romagnolo fermato alcuni giorni addietro del Comando Stazione di Bagno di Romagna (FC) del Corpo Forestale dello Stato.

L’aspetto che più ha colpito il Corpo Forestale è come non fosse stato abbattuto neppure un animale appartenente a specie cacciabile. Il tutto in una stagione che non ha fatto emergere particolari irregolarità, eccetto sanzioni amministrative per infrazioni di minore entità.

Il cacciatore era stato sorpreso a sparare numerosi colpi di fucile, tutti esplosi in una zona di crinale nel corso di una giornata di non rilevante passaggio migratorio.

I Forestali hanno di conseguenza interrotto la prosecuzione del reato denunciando la persona a piede libero e ponendo sotto sequestro il fucile, le munizioni e l’avifauna illegalmente abbattuta: la pena prevista per tale tipo di reato e un’ammenda fino a euro 1.549. Quando il fucile gli verrà restituito, però, potrà proseguire la sua attività di fatto già immediatamente esercitabile se possessore di altra arma.

La Forestale, ricorda come l’attività di controllo preventivo proseguirà sul territorio per verificare il rispetto delle norme vigenti in materia e per reprimere eventuali episodi di illegalità. A disposizione del cittadino, per le eventuali segnalazioni di abusi, è poi sempre a disposizione il numero vere “1515”.

Sempre nelle ultime ore sono emerse ulteriori irregolarità nell’ambito dell’attività venatoria. In località “Campo Cavallo” di Osimo, in provincia di Ancona, sempre il Corpo Forestale dello Stato ha rinvenuto un complesso di riproduzione ed amplificazione del suono finalizzato a richiamare le quaglie. Rimanendo ingannate dal ripetersi del richiamo a loro familiare, le povere quaglie in migrazione si posano nei pressi dello stesso strumento rimanendo vittime dei colpi di fucile del bracconiere. In questo caso, però, il Comando Stazione di Ancona del Corpo Forestale dello Stato, spera, dalle caratteristiche del richiamo, di riuscire a rintracciare il proprietario. “Da alcuni pezzi segni di riconoscimento riportati sui pezzi assemblati – ha spiegato il Comandante Provinciale del Corpo Forestale di Ancona – forse riusciremo a risalire al responsabile del reato, anche se questa volta non è stato colto con le mani nel sacco“.

Ancor più grave, quanto successo a Cittadella in provincia di Padova, dove un cacciatore di frodo, risultato privo di porto d’armi uso caccia, sparava agli uccelli agevolato dalla presenza del richiamo acustico, ma la “postazione” scelta era altresì singolare quanto pericolosa. Seminascosta da una tenda, prendeva la mira dalla finestra di casa.

Ancora una volta richiami acustici e bracconieri anche in provincia di Vicenza. Uno di loro è riuscito però a sfuggire ai controlli della Polizia Provinciale. Tre uomini di Montecchio Maggiore sono stati fermati e denunciati, oltre che per l’uso dei richiami vietati dalla legge, anche per l’abbattimento di specie protette, peppole e fringuelli.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati