GEAPRESS – Il Presidente del Botswana Ian Khama ha annunciato domenica scorsa come, a partire del prossimo anno, nel suo paese non sarà più possibile andare a caccia. Il riferimento è al turismo venatorio ed a quello dei trofei in particolare. Bufali, leopardi ma anche elefanti potranno così stare tranquilli specie nelle due aree di caccia molto ambite dai cacciatori occidentali (italiani compresi). Si tratta del delta dell’Okavango e della regione centrale del Kalahari. Due ambienti vastissimi e molto diversi tra loro. Un delta interno, nel caso dell’Okavango, con una infinità di paludi ed acquitrini che ospitano sia grossi mammiferi che uccelli. Poi il Kalahari, ovvero le zone aride centrali, ricchissime, però, di fauna selvatica. Luoghi, questi ultimi prescelti anche dal regnante di Spagna Juan Carlos che, alcuni mesi addietro (poi chiese scusa) si fece immortalare con un grosso elefante ucciso (vedi foto).

Il provvedimento preannunciato dal Presidente del Botswana, riguarda in toto il fenomeno della caccia turistica, rea, sempre secondo lo stesso Presidente, di avere depauperato la fauna selvatica. Il Botswana, ora, punta su un altro tipo di turismo, ovvero quello naturalistico e fotografico, che già incide considerevolmente sul prodotto interno lordo. Secondo il Presidente Khama, la caccia regolare incentiverebbe il bracconaggio fatto, questo, recentemente sottolineato anche dagli Uffici centrali della Convenzione di Washington. I permessi di caccia, autorizzati anche grazie alle quote stabilite dalla Convenzione sulla base di discutibili censimenti, sarebbero sovente falsificati o emessi in maniera fittizia per coprire soprattutto il contrabbando di avorio e corni di rinoceronte. Un aspetto, quello dei permessi di caccia, sul quale si è soffermato lo stesso provvedimento del Presidente del Botswana.

Dunque, dall’anno prossimo, i facoltosi cacciatori stranieri potranno stare tranquilli. Anzi, forse preoccuparsi, dal momento in cui c’è chi vocifera di un altro possibile cedimento, ovvero quello dello Zambia.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati