GEAPRESS – L’incredibile decisione delle Province romagnole, che hanno considerato appezzamento da proteggere a colpi di fucile, anche quello contenete una sola pianticella di olivo (vedi articolo GeaPress), arriva ora in sede di Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna.

La Consigliera dei Verdi Gabriella Meo ha chiesto con una interpellanza urgente, di sapere se le decisioni delle Province non siano in contrasto con la delibera della Regione che ha fissato mezzi e limitazioni per intervenire nel caso di danni all’agricoltura.

La questione era stata recentemente denunciata dal WWF. In pratica, per consentire la caccia allo storno (specie protetta dalla legge – nella foto) le province di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena hanno considerato come appezzamento adibito a coltivazioni di piante da frutto, anche quello ove sia presente una sola pianticella di olivo. In pratica, aveva ironicamente commentato il WWF, anche un bonsai è sufficiente.

Ancora più incredibile la precisazione dei tre Presidenti. I frutti della pianticella devono però essere solidali in maniera naturale con la stessa. In pratica, in un prosieguo che sa tanto di farsa, basta che nessuno attacchi con il nastro adesivo le olive all’alberello.

La norma comunitaria che autorizza la caccia in deroga allo storno, nonostante sia una specie protetta – spiega la Consigliera Meo – lo consente soltanto in presenza di gravi e accertati danni all’agricoltura. Che razza di coltivatore è quello che ha una sola pianta nel frutteto, nel vigneto o nell’oliveto?“.

Di fatto i Presidenti delle tre Province si sono passati una fotocopia dello stesso testo ed in ossequio a quello che sembra, ad avviso della Consigliera dei Verdi, un trucco atto a favorire i cacciatori, hanno apposto la loro firma. Le Province, comunque, sostiene sempre la Meo, non possono cambiare le direttive stabilite dalla Giunta Regionale.

A questo punto – conclude l’esponente ecologista – la Regione deve chiarire che le lettere della Province non hanno alcun valore normativo e che, in caso di eventuali sanzioni comunitarie, saranno gli amministratori che le hanno firmate a doversi fare carico del danno erariale procurato agli enti che amministrano.

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