GEAPRESS – Diciassette su quarantasette, sono sopravvissuti e sono stati liberati dai Carabinieri di Silandro (BZ). Sono i tordi sequestrati ai bracconieri di implumi. Piccoli nidiacei da rivendere, secondo gli inquirenti, come richiami vivi. I nidiacei, ormai adatti al volo, sono così stati liberati a Silandro, all’interno di un frutteto.

Gli animali, dopo il sequestro operato dai Carabinieri, sono stati presi in cura presso il Centro Recupero Avifauna di Bolzano. A seguirne la sorte, fino alla liberazione, il Maresciallo Roberto Barletta, Luogotenente della Compagnia di Silandro. Purtroppo, spiega il Maresciallo Barletta, gli implumi sono molto delicati e non è semplice sostituirsi alle cure dei genitori al nido.

Un fenomeno, quello dei furti nei nidi, molto diffuso, secondo i Carabinieri, nella provincia di Bolzano. Nelle scorse settimane i Carabinieri avevano portato a termine numerose operazioni finalizzate alla repressione del fenomeno . A finire nella rete dei tutori dell’ordine, soprattutto veneti e lombardi, specie delle provincie di Bergamo e Brescia (vedi articolo GeaPress).

Secondo Claudio Calissoni, responsabile del Centro recupero di Bolzano, l’alternanza di giornate di pioggia, ha aumentato la disponibilità alimentare dei tordi che nidificano nei frutteti. Gli uccelli da richiamo, servono le cosiddette cacce di tradizione, in questo caso, però, estranee alla provincia di Bolzano. Gli uccellini, illegalmente catturati, finiscono negli allevamenti di futuri richiami vivi, e vengono riciclati come nati in cattività grazie all’apposizione di anelli di riconoscimento. Questi ultimi dovrebbero servire solo per i pulcini nati in cattività. 

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