GEAPRESS – Operazione anti bracconaggio ancora in corso a Lana, in provincia di Bolzano. Intervento congiunto del Corpo Forestale della Provincia di Bolzano e dalla Guardia di Finanza di Merano. Erano presenti pure alcuni Guardia caccia di Merano. Coinvolto anche il Corpo Forestale dello Stato, Comando di Vicenza, per le perquisizioni domiciliari.

Ancora una volta i bracconieri veneti che in questo periodo setacciano i meleti della provincia di Bolzano, a caccia di uccelli implumi prelevati direttamente nei nidi. Ad essere fermata, questo pomeriggio, una intera famiglia di Carmignano di Brenta (PD). In tutto due donne ed uomo (quest’ultimo è un cacciatore con regolare permesso) tutt’ora trattenuti presso la Caserma della Guardia di Finanza di Merano. Padre, madre e figlia. Sembra inoltre che la donna sia stata già avvistata nei sopralluoghi compiuti dalla Forestale di Bolzano nelle domeniche antecedenti (la domenica è un giorno ambito per tale attività) ma non si era riusciti a fermarla. Nel folto dei meleti, infatti, è molto facile perdere di vista i bracconieri, i quali, per sfuggire alle operazioni delle Forze dell’Ordine, utilizzano alcune precauzioni. Le automobili, ad esempio, servono solo ad accompagnare in loco il bracconiere. Una sosta continuata, potrebbe dare nell’occhio. Vi sono, poi, le vedette (in genere i figli degli stessi bracconieri) e percorsi periodici che servono, in punti strategici, a notare l’eventuale presenza delle Forze dell’Ordine. Nel caso della famiglia di Carmignano, la macchina è stata rintracciata e posta sotto sequestro come mezzo atto a compiere l’illecito.

Nella casa della famiglia di Carmignano, vi dovrebbero essere almeno una sessantina di volatili e sembra che l’uomo si sia giustificato dicendo che è un allevatore ufficiale. La Forestale di Vicenza, pertanto, si occuperà anche di tutti i controlli amministrativi, ivi compreso l’accertamento dell’eventuale iscrizione ad associazioni di ornicoltori. Intanto, a Lana, i tre bracconieri sono stati trovati con sette pulcini di Tordo bottaccio, uno era già morto, chiusi dentro un sacchetto di nailon. Tutti gli animali sono stati portati in un centro di recupero del Tirolo. Per i bracconieri la denuncia per il reato di uccellagione e maltrattamento di animali.

Secondo quanto dichiarato a GeaPress da Martin Trafoier, del Corpo Forestale della Provincia di Bolzano, in queste settimane sono stati aumentati i servizi antibracconaggio per contrastare il fenomeno degli uccellatori. Già due settimane addietro è stato fermato un altro padovano trovato in possesso di 17 volatili. Trafoier ha, inoltre, sottolineato come sia altissima la mortalità tra gli uccellini ancora implumi. Le causa sono l’ipotermia e la mancata regolare alimentazione. Il giro d’affari, inoltre, è notevole. I pulcini vengono pagati subito fino a 150 euro cadauno, ma in autunno quando, vengono venduti ai cacciatori di capanno, un maschio può essere contrattato fino a 1000 euro.

Un’altra operazione antibracconaggio dovrebbe inoltre essere stata compiuta dai Carabinieri del Comando Compagnia di Merano. Il tutto dovrebbe essere avvenuto nella notte tra venerdì e sabato.

Un bracconaggio, quello degli implumi dai nidi, estraneo alle tradizioni venatorie della provincia di Bolzano. I bracconieri di uccellini, infatti, provengono in modo particolare dalle provincia di Brescia, Bergamo, Vicenza e Padova. Gli uccelli catturati, pertanto servono le cacce di tradizione di altre regioni d’Italia. Devono diventare richiami per i cacciatori da capanno incredibilmente ancora autorizzati a fornirsi da uccellatori. A questi ultimi (veneti e non solo), la legge sulla caccia italiana, pur di agevolarli a superare i divieti, li ha fatti diventare … ornitologi (!). In altre Regioni, infatti, la loro attività è un reato. I richiami per i cacciatori da capanno, dovrebbero provenire dagli impianti di cattura. Gli uccelli, così, passeranno tutta la vita in una gabbietta, spesso in luoghi poco illuminati, pronti a cantare in autunno (quando vengono utilizzati per la caccia) scambiando i primi tanto attesi spiragli di luce per la primavera. Gli allevatori li dovrebbero allevare e farli riprodurre, ma essendo la riproduzione molto difficile in cattività, è più facile prendere i pulcini dai nidi. Vengono poi “ufficializzati” mettendo nella zampina l’anello inamovibile.

Pochi giorni addietro un’operazione dei Carabinieri di Peschiera del Garda (VR), aveva bloccato un uccellatore veneto, parente di un titolare di un impianto autorizzato, che rientrava dal Trentino con i pulcini (vedi articolo GeaPress). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).