GEAPRESS – 5.500 cacciatori, 145 riserve di diritto e 51 riserve di caccia private, quindi 197 riserve di caccia una diversa dall’altra. Così aveva elencato nella sua denuncia l’eurodeputato Andrea Zanoni a proposito del sostanziale annullamento dei controlli sui cacciatori nella Provincia di Bolzano. Per controllare un territorio così vasto e popolato di doppiette vi erano già solo sette forestali della Provincia autonoma. Questo fino a pochi giorni addietro, dal momento in cui, grazie all’intervento del Presidente della Provincia  Luis Durnwalder, gli Agenti adibiti a questo compito adesso sono solo tre.

La decisione è già operativa e le critiche sono piovute, oltre che da Zanoni, anche da una associazione locale di pescatori che ha pubblicamento riferito di una nota amicizia tra lo stesso Presidente e quello di un gruppo di cacciatori locali.

Di sicuro tra gli Uffici competenti, la riduzione non è stata presa bene. Di fatto, in tal maniera, è stato concellato il controllo ittico-venatorio sul territorio. Le motivazioni addotte sarebbero quelle delle esigenze di risparmio, ovvero la manovra Monti. Poco credibile, secondo l’On.le Zanoni, dal momento in cui la decisione risalirebbe addirittura al 2008. Il Presidente dei pescatori ha poi sbattuto sui giornali locali il nome del potente cacciatore altoatesino che, dice il pescasportivo, sarebbe in sintonia con il Presidente della Provincia. Quali tagli, dicono i pescatori, se la stessa Provincia ha ora assunto altri 25 forestali?

Quello che è certo riguarda la superficie di 7400 chilometri quadrati che sarà controllata, per la vigilanza ittico venatoria, da appena  tre persone.

Come faranno – si chiede ironicamente Zanoni – tre agenti a compiere i controlli su un’area così vasta? E’ evidente che i cacciatori verranno controllati, se tutto va bene, una volta ogni 4-5 anni. Ricordo che nella vicina Provincia autonoma di Trento ci sono circa 140 agenti del Corpo Forestale provinciale contro i soli 3 della Provincia di Bolzano”.

Zanoni, oltre a richiamare la solida (si dice in loco) amicizia con gli ambienti venatori, ricorda inoltre come il Presidente della Provincia, nonchè Assessore alla Caccia, sia egli stesso un cacciatore. Insomma quanto basta per far pensare che, al di là di amicizie fucilate, forse un lieve conflitto di interessi ci sarebbe comunque. 

La Provincia di Bolzano – incalza l’eurodeputato animalista – diventerà un territorio dove il rispetto delle leggi sulla caccia diventerà un optional perché di fatto controllare un cacciatore diventerà qualcosa di fortuito e non garantito, come la legge prevede“.

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