cardellino in gabbia
GEAPRESS – Inaspettato risvolto nel corso di un intervento presso un allevamento multi razza di cagnolini in provincia di Bologna. I Carabinieri alle dipendenze del Comando Compagnia di Molinella unitamente all’On. Paolo BERNINI e all’EITAL, hanno rinvenuto nel retro della struttura numerose gabbie contenenti uccelli selvatici di specie protetta.

Il proprietario degli animali dovrà ora difendersi dall’accusa di maltrattamento di animali (544 ter del C.P.) e detenzione illegale di fauna selvatica e ricettazione. L’Eital ricorda infatti che la fauna selvatica è considerata per legge nel patrimonio indisponibile dello Stato.

L’ispezione ha portato alla scoperta di numerosi esemplari di cardellino, lucherino e fanello, tutte specie la cui detenzione è vietata anche dalla Convenzione Internazionale di Berna. Gli uccelli erano detenuti in gabbie da richiamo, in condizioni che secondo l’Eital sarebbero state pietose oltre che privati della loro libertà naturale.

Il soggetto sarebbe inoltre risultato in possesso di licenza rilasciata dalla Provincia di Bologna. Nessun controllo, fino al sequestro operato oggi dai Carabinieri, sarebbero però mai avvenuto. Secondo l’Eital vi sono stati casi per cui taluni soggetti avrebbero chiesto la licenza di allevamento,  mascherato traffici illeciti di fauna selvatica, producendo certificazione falsa al fine di dimostrare che l’animale – in realtà catturato in natura con reti e trappole varie – è nato in cattività. “Un fenomeno quello del traffico illegale di fauna selvatica che in Italia assume pieghe tipiche della criminalità organizzata – si parla infatti di bracconaggio organizzato -, in cui attraverso un meccanismo ben coordinato ci sarebbero quelli che catturano in natura, quelli che ricettano e quelli che vendono; gli animali verrebbero poi immessi nel giro clandestino con documentazione falsa per giungere poi in allevamenti apparentemente legali, tanto – conclude l’Eital – nessuno controlla“.

La richiesta, rivolta sia alle Autorità di vigilanza che alle associazioni di settore, è quella di effettuare controlli più frequenti ad iniziare, ad esempio, da soggetti che all’Eital risulterebbero già denunciati e condannati per fatti di bracconaggio. Le leggi in materia, poi, sono facilmente raggirabili, dunque per nulla idonee e troppo blande.

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