GEAPRESS – Una pratica ancora molto in uso quella dei lacci – cappio collocati per catturare ed uccidere i predatori ed altri animali. A riferirlo è la Polizia Provinciale di Bologna la quale, agli inizi dell’anno, ha salvato un povero gattino (nella foto) rimasto intrappolato per l’addome ad Altedo, nel Comune di Malalbergo.

Il laccio di acciaio era stato sistemato nei pressi di una casa colonica dismessa ed aveva iniziato a stringere pericolosamente l’addome dell’animale. In questi casi, se non si interviene subito, si può avere la rottura del diaframma e la conseguente morte dell’animale.

La Polizia Provinciale, già recentemente intervenuta per il recupero di un lupo con 35 pallini di piombo in corpo (vedi articolo GeaPress), ha provveduto immediatamente a spezzare il filo di acciaio e a recuperare il gatto visibilmente provato. E’ stato così consegnato all’Ambulatorio Veterinario “Libia” di Bologna, dove si è provveduto a medicare le lacerazioni e a sottoporlo al necessario trattamento antibiotico. Infine il trasferimento al ”gattile” di Bentivoglio.

Il gatto è tranquillo ed affettuoso. Resterà al gattile fino a quando non sarà possibile ritrovare il suo legittimo proprietario. A tale proposito il Comandante della Polizia Provinciale di Bologna, Maria Rosaria Sannino, spera che dalla foto pubblicata, il proprietario possa riconoscere il suo gatto. Sul fatto che fosse abituato a stare in casa, infatti, non si nutrono dubbi.

Elevata, contro ignoti, la notizia di reato per maltrattamento di animali e violazioni della legge sulla caccia. Purtroppo, trappole, tagliole ed altre infernali diavolerie degne di un museo di tortura medioevale, sono ancora presenti in bella mostra in alcuni siti web a carattere venatorio. In lingua italiana, ma in alcuni casi registrati all’estero. Non istigano (dicono loro) ma spiegano nei dettagli costruzione ed uso in memoria delle tradizioni venatorie italiane. Il gatto di Altedo, come le molte altre vittime, di questa cultura ne avrebbe fatto volentieri a meno.

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