capriolo
GEAPRESS – Dal primo giugno, 5.524 caprioli della provincia di Bologna, potranno essere uccisi.

Alla faccia della caccia chiusa, la legge consente l’attività venatoria ai cosiddetti cacciatori di selezione, ovvero cacciatori abilitati a sparare in tempi diversi da quelli canonici di caccia. Il tutto per “contenere” alcune specie animali. Un fatto, quest’ultimo, contestato dagli animalisti che sostengono come sia la stessa caccia a mantenere un regime di squilibrio naturale. Niente contenimento, dunque, come proverebbero i 610 caprioli in più abbattibili quest’anno nel solo bolognese, rispetto a quelli della  scorsa stagione di caccia di selezione.

Si inzia con i maschi adulti e giovani. Dal primo gennaio, invece, anche maschi e femmine di classe zero, ovvero entro l’anno di età a partire da zero, appunto. Il tutto da un’ora prima del sorgere del sole a un’ora dopo il tramonto in cinque giornate settimanali con l’esclusione del martedì e venerdì. Questo per i caprioli, ma nella stessa provincia di Bologna, come in altre, si abbattono anche daini e cinghiali.

Carne, da destinare per l’autoconsumo, cessione diretta e commercializzazione. In quest’ultimo caso entra in gioco il Centro di lavorazione delle carni che potrebbe portare, ad esempio, un ragù di capriolo di un piatto tipico da trattoria come in un barattolo o bocconcini sotto cellophane. Il capriolo appena ucciso deve essere privato dello stomaco e dell’ intestino. Questa sorta di vaso canopo  dovrà accompagnare separatamente la carcassa eviscerata.  Segue la trafila burocratica.

Tra i 2422 caprioli assegnati all’ATC 3 di Bologna, ve ne sarà uno in particolare che contribuirà al punteggio dell’attestato di tiro dei selecontrollori. Una vera  e propria gara di tiro da condursi con armi a canna rigata che, stante quanto apparso sui giornali locali, avverrà presso il Poligono di Vergato. Il capriolo è messo a disposzione in collaborazione con l’ATC 3.

Un capriolo in gara, suo malgrado, che però ha scatenato l’invio di mail di protesta sia nei giornali locali che allo stesso Comune di Vergato. Al Sindaco si chiede  “per cortesia di verificare e fermare questa cosa odiosa e  vergognosa”.  Uno schiaffo al diritto alla vita, per alcuni.  “Comunque non si puo’ mettere in premio la morte di una creatura per un gioco o concorso”.

Una mail in particolare arriva da molto lontano. E’ quella di Andrea Cisternino, presidente dell’International Animal Protection League onlus. Come si ricorderà si tratta del nostro connazionale che da Kiev si batte per la salvezza dei cani ucraini. Una strage condotta anche a colpi di fucile e con una proposta di legge che vuole abilitare i cacciatori a sparare anche contro i cani.

Al di là di essere animalisti o no – ha riferito da Kiev Andrea Cisternino – questa è una cosa vergognosa. Se vinci puoi giustiziare un capriolo. Mamma mia che uomini coraggiosi questi cacciatori” ha concluso Cisternino.

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