lucherino
GEAPRESS – Un intervento antibracconaggio condotto dal personale del N.O.A. (Nucleo Operativo Antibracconaggio) del Corpo Forestale dello Stato che è andato a buon fine grazie ad un particolare “ausilio”.

Un controllo nel territorio del comune di Bione (BS) che faceva seguito al sospetto di un locale all’interno di una proprietà privata recintata ove venivano detenuti  uccelli utilizzati per richiamo. Animali, nel caso, appartenenti a specie particolarmente protette dalla convenzione di Berna (lucherini e passere scopaiole).

Lo stratagemma utilizzato dai Forestali è stato quello di imitare il cinguettio dei lucherini e capire se la presenza di avifauna detenuta illegalmente fosse confermata dalla loro risposta. Così è stato ed i forestali procedevano ad effettuare una ispezione all’interno del locale notando che nel bosco adiacente erano presenti numerose reti da uccellagione con richiami vivi e bacche di sorbo degli uccellatori ad ogni rete.

A questo punto, considerato che sulle reti vi erano uccelli, veniva effettuato un appostamento per identificare il responsabile del reato. Poco dopo infatti arrivava un uomo che raccoglieva gli uccelli imprigionati nella rete dirigendosi con il bottino verso casa. Qui è stato identificato dai forestali e perquisito.

L’intervento è continuato nel domicilio ove sono stati sequestrati 60 esemplari vivi di avifauna (passere scopaiole, pettirossi, frosoni, peppole, fringuelli, lucherini oltre a bottacci, merli e sasselli in quanto non in regola) e circa 400 uccelli morti fra cui alcuni alle reti ed altri già nei congelatori di casa. Sono state sequestrate anche 34 Reti, 5 fucili da caccia, 1 canna di fucile, 300 cartucce.

La persona è stata ovviamente deferita all’Autorità giudiziaria per il reato di bracconaggio e mancata custodia di armi da caccia.

Dall’inizio della campagna antibracconaggio svolta dal N.O.A. del CFS il 5 ottobre scorso, sono stati complessivamente sequestrati 7 fucili, 150 archetti, quasi 300 trappole tipo sep (piccole tagliole a molla), 80 reti per uccellagione, 110 esemplari vivi e 650 esemplari morti di avifauna selvatica protetta e denunciate alla Procura della Repubblica di Brescia 25 persone.
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