Bilancio della stagione venatoria 2010/2011: 25 morti e 75 feriti
A Roma conferenza stampa dell'Associazione Vittime della caccia.
GEAPRESS – L’associazione delle Vittime della caccia ha presentato anche quest’anno il bilancio di morti e feriti della stagione venatoria in corso. Una lista impressionante (25 morti e 75 feriti) solo in lieve diminuzione rispetto allo scorso anno (quando ci furono 31 morti e 86 feriti). E si tratta di una casistica che non tiene,ovviamente, conto delle tantissime uccisioni e mutilazioni che avvengono ogni anno tra gli animali domestici che incappano nei fucili e nelle trappole di cacciatori e bracconieri e provocano dolore e rabbia impotente nei loro “padroni”.
Ma se fino all’anno scorso la consueta presentazione dei dati in Senato, da parte di un’associazione che per mesi monitora quotidiani e giornali locali italiani per fare il punto esatto su un fenomeno altrimenti trascurato, interessava quasi esclusivamente gli attivisti del mondo animalista, quest’anno intorno al bilancio si è sollevato un vero e proprio vespaio, segno, sperano gli animalisti, che la “lobby venatoria”, che costituisce appena l’1% degli italiani, veda finalmente vacillare i propri privilegi.
In campo sono scesi Face Italia (Federcaccia, Anuu Migratoristi, Enalcaccia, Libera Caccia) e il Cncn (Comitato Nazionale Caccia e Natura) per contestare nel merito i numeri divulgati nei giorni scorsi anche dalla Lega per l’abolizione della caccia: secondo i conti fatti dai cacciatori sarebbero decedute “solo” 22 persone e ne sarebbero state ferite 61, perché la Lac avrebbe conteggiato anche le persone rimaste ferite in contesti venatori ma non per motivi strettamente legati alla caccia (per un totale di 35 persone).
Le associazioni dei cacciatori, per sostenere l’ininfluenza del calcolo degli animalisti, hanno poi divulgato il numero delle vittime di altri sport, come nuoto (127 decessi), escursionismo (64 vittime) sci (31) e raccolta di funghi e tartufi (53 persone). Ad essi si potrebbe obiettare che ciò che rende gli incidenti occorsi durante l’attività venatoria non equiparabili agli eventuali incidenti dello sport è che generalmente a fare le spese dei famigerati colpi partiti accidentalmente, o nella direzione sbagliata, non sono coloro che sparano, ma per l’appunto ignari cercatori di funghi, campeggiatori, gitanti che nulla hanno a che fare con lo “sport” venatorio.
E quest’anno anche il mondo politico non è rimasto indifferente alla messa a fuoco sulla questione: il Senatore Pdl Valerio Carrara, è intervenuto polemicamente questa mattina, nell’ambito della comunicazione dei dati alla stampa, presentati oltre che dall’associazione delle Vittime della caccia anche dalla Senatrice Donatella Poretti, dei Radicali, per contrapporre ai dati odierni il bilancio al ribasso dei cacciatori, mentre dall’altra parte si è schierata, come già in numerose occasioni, il Ministro del Turismo Michela Brambilla che in un comunicato ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’associazione animalista e ha affermato che “i dati del dossier dovrebbero far riflettere tutti, sopratutto alla luce dei sondaggi Ipsos e Eurispes che indicano che la larghissima maggioranza degli italiani è per l’abolizione o quantomeno la forte limitazione della caccia“. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).









COME VEDO I NUMERI PARLANO CHIARO, MICHELA BRAMBILLA MINISTRO DEL TURISMO PARLA PARLA, MA DOVE SI TROVAVA AL MOMENTO CHE IL PDL PRESENTAVA NELLA SUA PROPAGANDA ELETTORALE IL DECRETO CACCIA? FORSE A QUEL MOMENTO GLI FACEVAN COMODO I VOTI DEI CACCIATORI PER PRENDERE POSSESSO DELLA POLTRONA? ALLORA RIFLETTA BENE CHE I CACCIATORI, E SIAMO TANTI DI SINISTRA, DI CENTRO E DI DESTRA, PAGHIAMO FIOR FIORE DI EURO ALLE PROVINCIE ED ALLO STATO PER ESERCITARE QUELLA PASSIONE CHE TANTI ANIMALISTI CHIAMANO SPORT. LA CACCIA E’ E DEVE ESSERE UNA RISORSA RINNOVABILE, CONSERVATRICE, E BIOLOGICAMENTE COMPATIBILE CON LE ALTRE RISORSE AGROFORESTALI, NON CI DEVONO ESSERE ECCESSI DI ALCUN GENERE MA BENSI’ IL RISPETTO ASSOLUTO DEGLI ANIMALI ABBATTUTI. AVVICINATEVI AL MONDO VENATORIO E CAPIRETE CHE NON TUTTE LE PERSONE CHE VANNO A CACCIA SONO UGUALI L’UNA ALL’ ATRA. CI SAREBBE ANCORA TANTO DA DIRE MA HO GIA’ DETTO FIN TROPPO BISOGNA SOLO RIFLETTERE!
CORDIALI SALUTI A TUTTI LUIGINO TASCAPANE
Non voglio farne una questione politica, ma nel programma del pdl mi pare si parlasse di “rivisitazione” della normativa venatoria: “rivisitazione” non significa esclusivamente “modifiche A FAVORE della caccia” come forse pensa-pensava la maggior parte di voi cacciatori.
Quanto al rispetto assuluto, è davvero fuori da ogni logica sostenere che uccidere degli animali per motivi che esulano dalle necessità di sopravvivenza (oggi, in Italia, NESSUNO va a caccia per sopravvivere, ma per passatempo!), possa essere una forma di rispetto. Una volta che l’hai ammazzato, cosa vuoi che gliene importi ad una animale del tuo “rispetto”. Se davvero vi interessasse rispettare gli animali non vi servirebbe la licenza di caccia, nè li ammazzereste a fucilate.
Concludo: a definire la caccia uno “sport” non sono solo tanti animalisti, ma anche tanti sostenitori della caccia… l’ultimo solo in ordine di tempo è stato il ministro Galan. Senza contare poi che fino a qualche anno fa la caccia era considerata un sport a tutti gli effetti visto che rientrava nel Coni (adesso vi rientra solo la fidasc, federazione italiana discipline sportive armi da caccia, che comunque ha strettissimi legami con gli ambienti venatori).