GEAPRESS – L’associazione delle Vittime della caccia ha presentato anche quest’anno il bilancio di morti e feriti della stagione venatoria in corso. Una lista impressionante (25 morti e 75 feriti) solo in lieve diminuzione rispetto allo scorso anno (quando ci furono 31 morti e 86 feriti). E si tratta di una casistica che non tiene,ovviamente, conto delle tantissime uccisioni e mutilazioni che avvengono ogni anno tra gli animali domestici che incappano nei fucili e nelle trappole di cacciatori e bracconieri e provocano dolore e rabbia impotente nei loro “padroni”.

Ma se fino all’anno scorso la consueta presentazione dei dati in Senato, da parte di un’associazione che per mesi monitora quotidiani e giornali locali italiani per fare il punto esatto su un fenomeno altrimenti trascurato, interessava quasi esclusivamente gli attivisti del mondo animalista, quest’anno intorno al bilancio si è sollevato un vero e proprio vespaio, segno, sperano gli animalisti, che la “lobby venatoria”, che costituisce appena l’1% degli italiani, veda finalmente vacillare i propri privilegi.

In campo sono scesi Face Italia (Federcaccia, Anuu Migratoristi, Enalcaccia, Libera Caccia) e il Cncn (Comitato Nazionale Caccia e Natura) per contestare nel merito i numeri divulgati nei giorni scorsi anche dalla Lega per l’abolizione della caccia: secondo i conti fatti dai cacciatori sarebbero  decedute “solo” 22 persone e ne sarebbero state ferite 61, perché la Lac avrebbe conteggiato anche le persone rimaste ferite in contesti venatori ma non per motivi strettamente legati alla caccia (per un totale di 35 persone).

Le associazioni dei cacciatori, per sostenere l’ininfluenza del calcolo degli animalisti, hanno poi divulgato il numero delle vittime di altri sport, come nuoto (127 decessi), escursionismo (64 vittime) sci (31) e raccolta di funghi  e tartufi (53 persone). Ad essi si potrebbe obiettare che ciò che rende gli incidenti occorsi durante l’attività venatoria non equiparabili agli eventuali incidenti dello sport è che generalmente a fare le spese dei famigerati colpi partiti accidentalmente, o nella direzione sbagliata, non sono coloro che sparano, ma per l’appunto ignari cercatori di funghi, campeggiatori, gitanti che nulla hanno a che fare con lo “sport” venatorio.

E quest’anno anche il mondo politico non è rimasto indifferente alla messa a fuoco sulla questione: il Senatore Pdl Valerio Carrara, è intervenuto polemicamente questa mattina, nell’ambito della comunicazione dei dati alla stampa, presentati oltre che dall’associazione delle Vittime della caccia anche dalla Senatrice Donatella Poretti, dei Radicali, per contrapporre ai dati odierni il bilancio al ribasso dei cacciatori, mentre dall’altra parte si è schierata, come già in numerose occasioni, il Ministro del Turismo Michela Brambilla che in un comunicato ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’associazione animalista e ha affermato che “i dati del dossier dovrebbero far riflettere tutti, sopratutto alla luce dei sondaggi Ipsos e Eurispes che indicano che la larghissima maggioranza degli italiani è per l’abolizione o quantomeno la forte limitazione della caccia“. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).