rapace pallini
GEAPRESS – Due rapaci diurni ricoverati a seguito di ferita da arma da fuoco in occasione dell’apertura della stagione venatoria. Si tratta di uno Sparviero e di un Gheppio, consegnati presso il Centro Recupero Animali Selvatici di Valpredina (BG), gestito dal WWF.

All’esame radiografico sono infatti risultati i pallini di piombo che hanno atterrato i due animali in coincidenza con l’apertura della caccia. Interventi, quelli di ricovero di animali impallinati, più volte affrontati dal CRAS di Bergamo come da altre strutture. Eppure, riferiscono i protezionisti, i rapaci non sono confondibili con altri animali, men che meno se appartenenti a specie cacciabili. In altri termini, i colpi esplosi contro di loro sono quasi sempre intenzionali.

I rapaci (fino a non molti decenni addietro considerati “nocivi” dalla legge sulla caccia) svolgono un ruolo molto importante nel mantenere un giusto equilibrio ecologico. Posti al vertice della piramide alimentare non solo, con la loro presenza, testimoniano un ambiente ricco di biodiversità, ma fungono  da regolatori delle popolazioni delle specie predate spesso potenzialmente dannose  per le attività umane e tra queste l’agricoltura.

Forti perplessità, vengono inoltre espresse nel mondo ambientalista per il destino della Polizia Provinciale di fatto sparpagliata tra le Polizie Municipali, grazie alla riforma voluta dal Governo Renzi. Molti  interventi antibracconaggio recentemente portati a termine, sono stati infatti compiuti dalla Polizia Provinciale che in più occasioni ha sottolineato l’incertezza che grava sul proprio futuro.

Ancora più a rischio, sempre in riferimento al controllo antibracconaggio, il destino del Corpo Forestale dello Stato. La stessa riforma del Governo ipotizza il passaggio ad altri Corpi di polizia, ma secondo le denunce dei sindacati forestali sarebbe pressocchè certo l’inglobamento nell’Arma dei Carabinieri. Di fatto molti Forestali potrebbero preferire, così come previsto, il passaggio a ruoli civili lasciando ulteriormente sguarniti importanti presidi quale quello dell’antibracconaggio e della difesa dell’ambiente in generale.

Intanto, per i due rapaci di Valpredina, si prospetta una degenza di certo non breve. Poi l’auspicabile ritorno in natura (pallini permettendo).

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati