capriolo
GEAPRESS – Nuovo intervento antibracconaggio della Polizia Proviciale di Bergamo che fa seguito a quello dell’incredibile buca-trappola scoperta nei giorni scorsi (vedi articolo GeaPress). La zona delle operazioni è  questa volta in Valle Scalve ma riguarda sempre la repressione di reati messi in atto in danno ad ungulati e del capriolo in modo particolare.

Ad intervenire il Nucleo ittico venatorio della Polizia Provinciale.

Per uccidere i caprioli sarebbero stati utilizzati  cani da seguita, il cui uso, precisa sempre la Polizia Provinciale, non è consentito nella caccia agli ungulati. Gli Agenti della Polizia Provinciale in servizio con le Guardie volontarie venatorie, hanno così effettuato ripetuti appostamenti nei luoghi oggetto delle segnalazioni, ovvero nelle località “Pian del Vione” e “Via de O” nel comune di Colere.

I risultati non si sono fatti attendere. Cinque soggetti del posto, non abilitati all’abbattimenti del capriolo, sono stati denunciati nel corso di due diverse interventi. I reati contestati sono quelli di abbattimento illegale di fauna selvatica ed uso di munizione spezzata per la caccia agli ungulati. E’ stata inoltre rinvenuta e posta sotto sequestreo la carcassa di un capriolo appena abbattuto e materiale riconducibile a un secondo animale ucciso.

La caccia agli ungulati, precisa la Polizia Provinciale, si svolge solo in misura selettiva e con assegnazione nominativa degli animali da abbattere, sulla base degli esiti dei censimenti effettuati in collaborazione con gli stessi cacciatori del comprensorio alpino Valle di Scalve.

Ulteriori indagini e accertamenti tecnici specifici sono tutt’ora in corso, coordinate e delegate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, titolare delle indagini, finalizzate al contrasto e alla repressione di reati venatori che incidono sulla conservazione delle specie selvatiche.

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