GEAPRESS – La scena che si è trovato innanzi l’escursionista, aveva dell’incredibile. Questo nonostante la Provincia di Benevento ne autorizzi tutto l’anno l’abbattimento. Cinque volpi, senza orecchie e senza coda, sul ciglio di una strada interpoderale nel Comune di Apice, in provincia di Benevento. Se non fosse che la Provincia prevede lo smaltimento dei corpicini, e non il taglio di coda e orecchie, verrebbe da pensar male.

Inoltre, ad ulteriore discolpa della Provincia di Benevento che tutto l’anno ammazza volpi, quelle poi segnalate al responsabile della LAC di Avellino (confinante con l’area del ritrovamento) erano uccise da colpi di fucile. Il regolamento provinciale parla di animali catturati con le gabbie e da abbattere subito con un non specificato metodo incruento (non è comunque previsto il veterinario). Potrebbe essere il colpo di fucile? Le volpi abbattute dalla Provincia devono, inoltre, essere dotate di contrassegno. Che significa?

Per Emilio Mauro Merola, responsabile LAC, si tratta di un atto grave quanto raccapricciante. Difficilmente le cinque volpi sono state uccise in periodo di caccia aperta. Questo perché il buon grado di conservazione dei loro corpicini non è compatibile con la data della chiusura dell’attività venatoria. Inoltre alcuni fori sembravano essere provocati da pallettoni, tipo quelli dei cinghiali.

Se qualcuno, a questo proposito, pensa alla Provincia, sappia che almeno per i cinghiali l’Ente Pubblico rispetta nelle sue opere di abbattimento ( per le quali è destinato un apposito capitolo del bilancio) i periodi di caccia del calendario venatorio. Non è, insomma, come la Provincia di Lucca che in queste ore (anzi in sole due ore e mezzo) ha mandato 55 cacciatori ad ammazzare 14 cinghiali. Ma tornando alle cinque volpi di Apice, viene da chiedersi il perché siano state amputate code e orecchie. Un orrido trofeo o la prova di chissà cosa? (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).    

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