cappio enpa
GEAPRESS – Ancora una vittima insolita tra le tante che patiscono ogni giorno gli effetti del diffuso bracconaggio italiano.

Non un cinghiale che muore tra atroci sofferenze nel cappio metallico del cacciatore di frodo, ma un cane salvato grazie al tempestivo intervento delle Guardie ENPA di Benevento. Nel corso del fine settimana, infatti, le Guardie Zoofile sono intervenute nell’area boschiva che circonda Pagliara, frazione di San Nicola Manfredi (BN).

Un cittadino, infatti, aveva segnalato la presenza di un animale imprigionato in una trappola utilizzata per la cattura dei cinghiali, comunemente definita “laccio”. Prima che il povero animale spirasse soffocato da quella trappola crudele, le Guardie ENPA si sono precipitate nell’area indicata iniziando le ricerche in un posto caratterizzato dalla vegetazione molto fitta che ha complicato non poco le operazioni. Infine il rinvenimento del laccio-cappio: si trattava di un cane.

Il povero animale si dibatteva nel vano tentativo di liberarsi. Una volta eliminato il laccio di acciaio, il cane è subito fuggito. Quella stessa disperata forza lo avrebbe potuto uccidere se rimaneva ancora legato al laccio. Se nessuno l’avesse visto, afferma l’ENPA, sarebbe morto di stenti, cosi come purtroppo capita alla maggior parte degli animali che vi restano intrappolati: volpi, cinghiali, cani, tassi,…sono tutti esseri viventi. Tutti potenziali vittime delle crudeli trappole dei bracconieri.

Le Guardie Zoofile dell’Enpa hanno così proceduto a bonificare l’intera area circostante, rinvenendo ed eliminando altre trappole, tutte sottoposte a sequestro e messe a disposizione dell’autorita giudiziaria.

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