volpe II
GEAPRESS – Un sonoro no alla caccia alla volpe autorizzata dalla Provincia di Belluno. Per questo, comunica l’ENPA, da giorni vengono inviate mail di protesta agli uffici caccia della Provincia, alle associazioni degli albergatori, ai giornali locali ed in ultimo al comune di Mel nel cui territorio la caccia si svolge.

Lo “scontro” contro questa usanza si è però ancora più direttamente realizzato stamani, quando, intorno alle 6.30, un gruppo di 20 attivisti si è presentato nel luogo di ritrovo dei cacciatori. Una scelta poco condivisa dai seguaci di Diana i quali, dopo un primo tentennamento, hanno preso strade diverse. Gli attivisti, riferisce sempre l’ENPA, si sono a questo punto recati nel punto designato per la battuta odierna. Sul luogo, cacciatori non ne sono arrivati e quelli che più hanno resistito sulla strada, a metà mattina sono tornati a casa.

Lo scopo – dichiara Adriano De Stefano, presidente ENPA di Treviso – era e sarà quello, nel caso si ripresentino, di affiancarli con tamburi, fischietti e quant’altro per fare rumore e avvertire così le volpi che avranno un margine temporale di fuga maggiore. Ma non solo, quello che ci preme è anche vegliare che le azioni dei cacciatori siano fatte secondo le leggi. La caccia alla volpe vuole modalità precise imposte dal presidente della provincia. Modalità ben precise che sono state dettate dalla Presidente stessa che si è però, fatto molto grave, “scordata” di specificare le motivazioni per cui ha approvato il piano di abbattimento degli animali, così come è strano il fatto che questa caccia, di norma aperta a settori specifici, sia stata estesa praticamente a chiunque abbia una licenza. Tutte cose che, su specifica richiesta, la Presidente dovrà motivare”.

L’ENPA ricorda la volpe, in termini strettamente biologici, rappresenta l’unico predatore naturale rimasto in grado di regolare un equilibrio biologico ormai spezzato dall’intervento miope dell’uomo.

In termini naturalistici – ha concluso De Stefano – è una preziosissima specie che, in un Paese civile, attento agli equilibri ambientali, andrebbe tutelata anziché cacciata”.

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