gheppio valpredina II
GEAPRESS – Un pallino di piombo in testa e due nella scapola sinistra.  Gli esiti della fucilata si evincono dall’esame radiografico eseguito presso il Centro Recupero Fauna Selvatica di Valpredina (BG) gestito dal WWF.

Un Gheppio, ovvero un uccello rapace ed in quanto tale protetto dalla legge nazionale e da importanti Direttive comunicarie. Eppure, come nel caso di un altro Gheppio e di uno Sparviere consegnati al WWF nei giorni scorsi, c’è chi punta contro di loro il fucile. Animali, spiegano i protezionisti, che è impossibile confondere con specie cacciabili. L’intenzionalità di quel colpo sembrerebbe proprio intenzionale.

In più occasioni è stato chiesto di inasprire i reati che dovrebbero tutelare in Italia la fauna selvatica. Si tratta, infatti, di deboli sanzioni penali di natura contravvenzionale. Così prevede la legge sulla caccia anche per chi spara contro specie rarissime. In più occasioni è stato chiesto di elevare il reato a delitto, come nel caso del maltrattamento ed uccisione di animali. Ed invece, se in possesso di licenzia di caccia, a chi infrange la legge non può essere contestato neanche il più potente reato di furto. La fauna, infatti, è considerata patrimonio indisponibile dello Stato e pertanto, chi la preleva illecitamente, commente un furto. Questo, però, non vale per i cacciatori, così come incredibilmente previsto dalla stessa legge sulla caccia.

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