cacciatore
GEAPRESS – “Non sia mai che il prelievo venatorio cessi col termine della stagione venatoria”. Così LAV, LAC, Pro Natura, WWF, commentano in merito ai piani di abbattimento di alcune specie faunistiche. Un commento che sa di critica quando tali previsioni vengono giudicate come il “principio col quale la Provincia di Asti, in fretta e furia ed un giorno prima della vigilia di Capodanno, ha prorogato per il 2015 i piani di contenimento alle specie in oggetto relativi al 2011-2014. In fretta e furia tanto da dimenticare  che gli atti amministrativi non possono essere prorogati, oltretutto senza parere dell’ISPRA“.

Questo perchè i dati relativi alla consistenza della popolazione delle specie dovrebbero considerarsi alterati dagli effetti prodotti dall’attuazione dei piani stessi.

Secondo le associazioni in tale maniera si sarebbe istituito un regime di abbattimenti continui, senza porre alcun limite temporale e senza previa valutazione delle ricadute che tale regime avrebbe sulle specie interessate. Per questo motivo LAV, WWF, LAC e Pro Natura ritengono che possa sussistere un elevato rischio  di un’alterazione profonda delle dinamiche delle popolazioni di animali selvatici oggetto dei piani di controllo.

Una diffida per la Provincia di Asti invitata a  revocare la delibera sui piani. Le associazioni si dichiarano pronte ad impugnare l’atto in questione. In particolare si chiede la verifica di eventuali illeciti amministrativi e contabili.

Troviamo inammissibile – hanno concluso le associazioni – che sia ormai prassi comune l’emanazione di atti illegittimi contro in quali le Associazioni debbano costantemente ricorrere con anticipo di spese legali, e che in caso di accoglimento del ricorso le spese processuali vengono imputate alla parte soccombente, con buona pace di chi ha emanato gli atti e a discapito dei contribuenti“.

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