cane laccio bracconiere
GEAPRESS – Potevano morire i due cani rimasti trappolati nei tremendi cappi in acciaio piazzati dai bracconieri in località Gatturu Mannu nel comune di Assemini (CA). Per loro fortuna, proprio in quella zona, si trovava a transitare in servizio antibracconaggio una pattuglia del Corpo Forestale della Regione Sardegna, Ispettorato di Cagliari. I Forestali hanno individiduato i due poveri animali appena dopo la loro cattura e per questo i cagnolini non presentavano ferite.

Due trappole a cappio metallico, di ben trenta trappole piazzate nella zona dai bracconieri per catturare ed uccidere cinghiali e cervi dell’endemica sottospecie sarda. Mezzi di caccia non consentiti dalla legge di settore ma ancora evidentemente diffusi, in Sardegna come in molte altre regioni italiane.  Le trappole a nodo scorsoio, in grado di procurare morte o mutilazioni, erano sistemate in un sentiero usualmente frequentato dalla fauna.

Un intervento provvidenziale, quello del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale che ha consentito, tra l’altro, di idividuare il prorietario. I cani, infatti erano muniti di microchip ed erano registrati a Capoterra. Si trattava di un meticcio e di un beagle-.

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