lupo
GEAPRESS – Una strage continua, quella che si evince dal comunicato del nucleo reggino del CABS (Committee Against Bird Slaughter). Lupi, ghiri ed uccelli rapaci nel mirino dei bracconieri.

Animali ammazzati che in alcuni casi possono diventare veicoli di messaggi in stampo mafioso. Questo, infatti, quanto potrebbe evidenziarsi  dietro il ritrovamento di una lupa che sarebbe stata trovata lo scorso 3 settembre a Brancaleone (RC). Una notizia ancora non nota e solo ora pervenuta al CABS.

Il povero animale sarebbe stato catturato lo scorso tre settembre con un laccio. Si tratta dei tremendi cappi in filo metallico, posizionati nei luoghi soliti frequentati dagli animali, e che provocano la morte dopo una lunga e dolorosa agonia. La lupa, trappolata sull’Aspromonte orientale da bracconieri senza scrupoli, sarebbe poi stata finita a colpi di fucile. Il corpo, però, è stato posizionato in una panchina di Brancaleone (RC). Per il CABS si tratterebbe di un macabro quanto chiaro messaggio di stampo mafioso: “Chi deve intendere intenda”.

Animali, in alcuni casi appartenenti a specie reintrodotte a caro prezzo, riferisce sempre il CABS, come nel caso della femmina di capriolo che sarebbe stata ritrovata in località Piani di Iunco. Bracconieri, in questo caso, che non hanno esitato a valicare i confini del Parco Nazionale, forse per una battuta di caccia abusiva al cinghiale. Fenomeni, questi ultimi, diffusi anche in altre aree Parco della Calabria.

Ci sono poi i numerosi rapaci in migrazione, come Falchi pecchiaioli, Falchi di palude, Gheppi e Albanelle minori. Per il CABS sarebbero stati “abbattuti ovunque a colpi di fucile“, da Embrisi a Bagaladi, da Croce di Romeo a Melia di Scilla, da Solano a San Roberto. Un fenomeno sicuramente sottostimato se si considera che questi episodi riguardano solo i fatti per i quali si è avuta notizia. “La strage è molto più ampia, silenziosa ed invisibile – spiega il comunicato del CABS –  come avviene per le migliaia di ghiri che sono già stati catturati illegalmente con ogni genere di trappole oppure uccisi a colpi di fucile e giacciono adesso spellati nei freezer dei bracconieri in attesa di essere smerciati ai ristoranti“. Il CABS allega a questo proposito le fotografie (vedi in fotogallery) di alcune trappole per ghiri rinvenute nell’ambito comunale del Comune di Oppido Mamertina e San Luca.

Come mai queste attività criminali non vengono adeguatamente contrastate?“, si chiede ora il CABS. A tal proposito lo stesso Nucleo reggino, informa come il CABS, all’inizio dell’estate, aveva scritto al Ministero dell’Ambiente, Divisioni Vigilanza sulle Aree Naturali Protette e Tutela della Biodiversità, sollevando la questione della scarsa tutela della fauna selvatica dell’Aspromonte e chiedendo l’intensificazione dei controlli.  Visto ciò che è avvenuto nel mese di settembre l’associazione provvederà adesso ad interessare il Parlamento e la Commissione UE, affinchè lo Stato Italiano sia condannato, ancora una volta, per il mancato rispetto delle norme che tutelano la fauna selvatica.

Gravi episodi di bracconaggio ma ancora non resi noti nonostante, nel caso della lupa, risalirebbero addirittura al tre settembre. “Forse – riporta il CABS – per fare credere che le cose vadano bene?

Certo che se venisse confermata la scoperta della lupa avvenuta addirittura  ventidue giorni addietro, una spiegazione sarebbe opportuna.

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