GEAPRESS – Un animale tranquillo che non si allontana dalle sponde (quindi danni marginali all’agricoltura) e che può costruire cunicoli lungo gli argini, ma solo se spogliati dall’uomo. In definitiva, più gli argini sono naturalizzati, meno nutrie ci sono. La Nutria, specie i suoi cuccioli, ha poi numerosi predatori naturali ma, per fortuna, in base agli studi finora pubblicati, ha una incidenza molto bassa del batterio della Leptospirosi. Non di più di altri animali selvatici che vivono a contatto con corsi d’acqua contaminati.

Questo secondo la LAC, la Lega Abolizione Caccia, che oltre a difendere le nutrie ha denunciato la fallacità dei fantomatici progetti di eradicazione delle nutrie finanziati quasi sempre dagli Enti locali (scarica Dossier LAC).

Non doveva pensarla così il Sindaco di Asola (MN) Giordano Busi, il quale contro il roditore americano, aveva emanato lo scorso novembre apposita Ordinanza (scarica Ordinanza) . Non vi sarebbero predatori e poi c’è la Leptospirosi a supporto della quale viene addirittura chiamata in ballo l’ Asl. Peccato, però, che oltre alla diversa opinione sui predatori la relazione dell’ASL alla quale faceva riferimento il Sindaco, era di ben undici anni addietro. Trattavasi, inoltre, dell’Asl di Cremona.

Poi i danni all’agricoltura. Il Sindaco, però, richiama una delibera della Giunta lombarda di 18 anni addietro con la quale viene affidato alle Province l’elaborazione dei piani di abbattimento. Piano elaborato dalla Provincia di Mantova, solo quattro anni dopo. Gabbie, cloroformio e pistola ad aria compressa a pallini di piombo da posizionarsi sulla nuca (sic!).

All’iniziativa anti nutria (già portata avanti dalle Guardie Provinciali, ma con i mezzi stabiliti dal Piano), avevano ora aderito alcuni “volontari” che però, una volta contattati, si erano dichiarati indisponibili ad utilizzare le trappole. Il Sindaco, pertanto, considerate recenti note pervenute da associazioni di agricoltori e sentite Autorità quali Vice Prefetto e Presidente della Provincia autorizza per questo squadre munite di regolare porto d’armi uso caccia. Armi, come sottolinea l’Ordinanza, normalmente in uso nell’attività venatoria.

I volontari, delle squadre armate, intervengono a titolo gratuito ma avranno un rimborso spese. Non viene specificato quanto e in base a quali criteri consisterà il rimborso per una attività da condursi peraltro di notte e con l’ausilio di fonti luminose. In aggiunta a ciò viene stabilito che sarà possibile attirare, foraggiandoli, gli animali. Nel caso potranno abbattersi direttamente dai mezzi sia di terra che natanti. Vale appena la pena sottolineare come la legge sulla caccia vieta tali modalità.

Pronto il ricorso della LAC patrocinata dall’avvocato Massimo Rizzato. Il TAR, con sentenza dello scorso 12 gennaio ha dato loro ragione. Gli abbattimenti erano previsti fino al 31 gennaio.

Povera nutria, importata per essere spellata per le pellicce e, una volta tornata libera, illuminata e fucilata finanche dall’interno di macchine e barche.

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