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GEAPRESS – Non si fermano, nemmeno a Natale. Sono i bracconieri ai quali, però, in un caso il Natale è andato sottosopra grazie alle Guardie volontarie del WWF che lo hanno denunciato.

I fatti si sono sviluppati alcuni giorni addietro quando una pattuglia del nucleo vigilanza WWF di Arezzo in servizio nella zona di Cavriglia, udivano alcuni colpi di fucili. L’are interessata, tiene a specificare il WWF, è una delle tante dove è segnalata attività venatoria illegale e dove l’attenzione è maggiormente riposta, specie nel periodo natalizio. Proprio per feste una tradizione oramai anacronistica e soprattutto “illegale” impone la ricerca dei cosiddetti “spiedini”, ossia di piccoli uccellini da fare arrosto.

Nonostante la fitta coltre di nebbia che toglie visibilità e attenua i rumori, gli agenti WWF hanno però percipito un colpo di fucile e in sequenza altri spari che guidano le guardie, diritte a ridosso di un individuo nel momento in cui stava raccogliendo da terra un animale, poi risultato protetto, appena abbattuto.

Durante l’identificazione si scopre così che il soggetto, oltre ad aver abbattuto fauna protetta (fringuelli) sarebbe risultato  sprovvisto di licenza di caccia. Lo stesso era inoltre in possesso di un richiamo elettromagnetico ovviamente anch’esso vietato. La ciliegina sulla torta è stata però l’arma, ovvero un fucile di piccolo calibro, di cui il bracconiere non sarebbe stato proprietario. Oltre ai reati venatori si sono così aggiunti anche quelli di porto abusivo di arma.

Gli agenti WWF hanno dunque accompagnato il cacciatore di frodo presso la locale stazione del Carabinieri dove il fucile venica precauzionalmente posto sotto sequestro giudiziario. Alla denuncia che è stata depositata in Procura appena prima di Natale, si aggiungono anche una lunga serie di sanzioni amministrative che il bracconiere dovrà pagare, per un totale di 1400 Euro
Un Natale che non dimenticherà molto presto – ha dichiarato Giorgio Grazzini – Coordinatore Provinciale delle Guardie WWF – Sì è trattato di uno dei casi più clamorosi nella storia della nostra vigilanza, di certo il più eclatante degli ultimi anni”.

Ad avviso del WWF quest’ultimo episodio dimostra che il bracconaggio è più vivo che mai nel territorio. Per questo viene auspicato il massimo sforzo da parte di tutti i soggetti istituzionali a mantenere alta l’attenzione sul fenomeno.

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