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GEAPRESS – Nuovi interventi del  Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA) della Forestale, che in questi giorni ha operato sia  sulla costa tirrenica di Reggio Calabria che in provincia di Messina.

Nel primo caso si tratta dell’ormai storico campo a tutela dei Falchi Pecchiaioli che transitano in queste settimane lungo la rotta migratoria che comprende lo Stretto di Messina. Un punto delicato; un vero e proprio “imbuto” naturale che comporta, a volte, la concentrazione contemporanea di migliaia di rapaci. Un appuntamento ambìto, purtroppo, anche dai bracconieri.

Nei giorni scorsi è stato colto in flagrante e arrestato un uomo nel reggino. Il soggetto, riferisce il Corpo Forestale dello Stato,  imbracciava un fucile con la matricola abrasa. Il bracconiere dovrà ora rispondere innanzi all’Autorità Giudiziaria dei reati di ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e minaccia aggravata. La Forestale sottolinea a questo proposito, che l’uomo avrebbe puntato  il fucile contro i Forestali. E’ stato accompagnato presso la Casa Circondariale per il giudizio di convalida della misura precautelare.

In corso le attività di ricerca di altre due persone, presumibilmente coinvolte nella vicenda che, alla vista dei Forestali, si sono date alla fuga.

Si stima che ogni anno siano almeno 40mila i Falchi Pecchiaioli che transitano da Capo Bon, in Tunisia, e poi, dopo avere sorvolato la Sicilia, attraverso lo Stretto di Messina. Secondo la Forestale, rispetto agli  anni passati, in cui il fenomeno del bracconaggio sembrava aver registrato un drastico calo, si è verificato un sensibile aumento degli illeciti in ambito venatorio e in materia di armi.

Gli interventi del NOA sono poi proseguiti nel messinese dove ben 11 persone, sono stati a vario titolo coinvolti nella contestazione di vari reati. Si tratta di  porto abusivo di arma, omessa custodia, uso di richiamo elettromagnetico non consentito, attività venatoria effettuata in periodo di chiusura generale. Nel gruppo anche un minore.

Sono state tutte sorprese all’interno  di  un’azienda che svolge l’attività di addestramento dei cani da caccia e di abbattimento della selvaggina da allevamento. Dopo alcune ore di monitoraggio del territorio, anche grazie al supporto informativo dei volontari del Committee Against Bird Slaughter (CABS) e dell’ Ente Produttori Selvaggina (EPS)  i Forestali sono entrati in azione alle prime luci dell’alba bloccando le attività illecite.

Sempre nel messinese in questi giorni il personale del NOA, congiuntamente ai Forestali appartenenti alla Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura di Messina (dipendente dal Comando Regionale di Reggio Calabria del Corpo forestale dello Stato), ha segnalato all’Autorità Giudiziaria tre persone per furto aggravato in danno del patrimonio indisponibile dello Stato.  Erano stati sorpresi in un mercato rionale della città con 19 cardellini esposti alla vendita. I volatili, giudicati in buone condizioni, sono stati immediatamente liberati restituendoli al loro habitat.

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