GEAPRESS – Pochi giorni fa la notizia di ben tre Aquile minori impallinate in giro per la penisola: una tra le provincie di Como e Lecco, una a Finale Ligure (nella foto), una a Marsala (TP). Solo per le ultime due è stato possibile soccorrerle ed evitare il peggio. Adesso altre due Aquile minori impallinate.  Un’ Aquila è stata recuperata a S. Maria del Giudice, in provincia di Lucca, l’altra invece è stata soccorsa a Fossone, nel comune di Carrara (MS). Entrambi i rapaci sono stati accolti dagli operatori del Centro Recupero Animali Selvatici L’Assiolo di Massa (MS), gestito dal WWF.

Per eseguire ulteriori accertamenti i due rapaci sono stati, poi, trasferiti al CRUMA (Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici) di Livorno, gestito dalla LIPU, che da anni collabora con il CRAS di Massa. L’esame radiografico ha rilevato in una delle due aquile ben 6 pallini di piombo sparsi nel corpo ed una frattura dell’ulna sinistra. Nell’altro rapace, invece, si è constatata la frattura del radio e dell’ulna destra, nonché, anche in questo caso, la presenza di almeno 6 pallini.

L’Aquila minore è un rapace particolarmente protetto ed è impossibile scambiarlo per altro uccello. E’ evidente che queste Aquile come le altre siano rimaste vittime di deliberati atti di bracconaggio. Del resto la pena che punisce i reati venatori è talmente irrisoria da non poter costituire alcun deterrente. Si tratta di una semplice ammenda con massimo di circa 2000 euro, cifra  mai  aggiornata dal 1992, anno dell’entrata in vigore della legge. Se a ciò si aggiunge anche la possibilità di oblare, la cifra si riduce grandemente. E’ altresì impossibile finire in galera. Chi uccide una specie particolarmente protetta, ha una previsione di arresto compresa tra due o otto mesi. Una previsione cioè, abbondantemente inferiore alla soglia di punibilità. Se poi il bracconiere è comunque un cacciatore in regola, ovvero in possesso del porto d’armi uso caccia, non rischierà neanche il reato di furto al patrimonio indisponibile dello Stato, ivi comprese le forme aggravanti e la ricettazione. Infatti, i cacciatori sono, incredibilmente, esclusi da tali reati. Così, in Italia, si difendono la natura e i suoi abitanti.

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