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GEAPRESS – Un intervento, quello delle Stazioni forestali di Senigallia (AN), Sassoferrato (AN), Ancona, Pesaro, Cagli (PU) e Pergola (PU), costato lunge indagini portate avanti sotto il coordinamento dalle Procure di Ancona e Pesaro.

A finire agli arresti un uomo di Pergola (PU), mentre altre due persone residenti a Corinaldo (AN) e a Monsano (AN), sono stati denunciate nell’ambito di una complessa operazione antibracconaggio condotta tra le Province di Ancona e Pesaro e Urbino.

Pedinamenti e appostamenti, nel corso di una lunga attività di indagine durata sette mesi.

Infine i Forestali hanno sorpreso all’alba di lunedì a Marotta di Mondolfo (PU) due bracconieri mentre rientravano nell’autovettura con gli uccelli appena catturati, grazie a una rete da uccellagione e con due richiami vivi. I bracconieri sono stati inseguiti dalle pattuglie della Forestale fino a Corinaldo (AN) e Pergola (PU) dove è avvenuta la perquisizione domiciliare.

Presso le abitazioni dei due è stato quindi rinvenuto quello che la Forestale definisce un vero e proprio arsenale illegale: due fucili clandestini maldestramente nascosti, altri tre detenuti illegalmente, oltre a 4.000 munizioni ed 1 kg di polvere da sparo non denunciati.

Complessivamente, a seguito delle perquisizioni, sono stati sequestrati 21 fucili, oltre 200 richiami vivi, richiami elettronici, lacci da cinghiale, trappole per la cattura di passeriformi e 2 scatole di anelli per l’inanellamento illegale di avifauna catturata, per un valore commerciale di circa 40.000 euro.

Per il possesso delle armi illegalmente detenute è scattato così l’arresto per un dei bracconieri che, sottolinea la Forestale, è noto nell’ambiente della caccia oltre che Guardia Ventoria volontaria.

Condotto presso la Casa Circondariale di Villa Fastiggi a Pesaro, l’uomo ha ricevuto la convalida dell’arresto dalla competente Autorità Giudiziaria. E’ accusato di aver violato le norme sull’uso e la detenzione di armi, che prevedono, per chiunque detenga armi o canne clandestine, la reclusione da uno a sei anni.

Ai due bracconieri sono stati contestati anche i reati di uccellagione, maltrattamento di animali ed omessa custodia delle armi, mentre i richiami catturati venivano regolarizzati utilizzando anelli inamovibili forniti da un allevatore di uccelli di Monsano (AN), anch’egli denunciato.

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