GEAPRESS – Già la stessa area era stata oggetto di intervento del Corpo Forestale dello Stato. Anche in quell’occasione, ovvero nel marzo 2011, la Forestale scoprì nel Parco Regionale della Gola Rossa (AN), storie di bracconaggio e irregolarità nel possesso di armi (vedi articolo GeaPress).

Ora la storia si ripete, con risvolti ancora più inquietanti che riguardano proprio il possesso delle armi. Due cacciatori tenuti d’occhio già dal marzo di quest’anno. Il sospetto era che fossero proprio loro i proprietari di alcune trappole poste all’interno del Parco Regionale della Gola Rossa e di Frasassi. In particolare, cinque lacci-cappio in metallo per la cattura di animali selvatici.

Ad aprile la svolta nelle indagini dell’ Operazione Trappola condotte dai Comandi Stazione Forestale di Sassoferrato, Genga, Fabriano, Arcevia e Jesi e del NIPAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) di Ancona, con la collaborazione del personale di vigilanza dell’Ente Parco Regionale Gola della Rossa e di Frasassi.

Accertato che il posizionamento delle trappole era dovuto proprio all’attività dei due cacciatori, un sessantacinquenne di Genga (AN) ed un cinquantacinquenne di Castelleone di Suasa (AN), i Forestali hanno richiesto e poi eseguito un decreto di perquisizione e sequestro della Procura della Repubblica di Ancona.

Nel corso delle due perquisizioni sono stati sequestrati: 12 lacci metallici di fattura identica a quelli reperiti in bosco, 2 carabine e 3 fucili (alcuni muniti di silenziatore), 5 ottiche da puntamento, di cui 4 adatte al tiro notturno, 122 munizioni a palla di vario calibro non denunciate all’autorità di pubblica sicurezza, 4 apparati ricetrasmittenti, 10 sacchi di carne di selvaggina congelata (probabilmente di cinghiale e/o capriolo), una trappola a gabbia di costruzione artigianale e vario materiale da caccia (torce, supporti, cavalletti, “forchette” per tendere i lacci e filo di ferro).

Al secondo indagato, invece, si è riscontrata la responsabilità relativa alla detenzione di armi, munizioni e materiale esplodente non denunciate alla competente Autorità. Quest’ultimo, infatti, aveva la disponibilità di due locali a Castelleone di Suasa (AN) e ad Arcevia (AN). In tutto sono stati rinvenuti 175 cartucce a palla e 165 a munizione spezzata, di vario calibro, una modica quantità di esplosivo non denunciata, un silenziatore artigianale adattabile ad un fucile, 8 armi lunghe (tra fucili semiautomatici, doppiette e carabine), 4 visori notturni e puntatori ad intensificazione di luminosità, una balestra completa di dardo e punta da caccia, trappole (2 tagliole, 4 lacci metallici ed una gabbia a scatto) idonee alla cattura fraudolenta della selvaggina, 3 radio rice-trasmittenti, un cavalletto con appoggio per arma da fuoco ed un congelatore contenente carne di selvaggina con evidenti lesioni di arma da fuoco. Infine, è stato trovato anche un fucile semiautomatico “Browning” con canna non denunciata all’autorità di pubblica sicurezza, all’interno di una stanza aperta ed accessibile, senza alcuna forma di custodia. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro.

Stiamo facendo ulteriori accertamenti” ha affermato il dott. Giancarlo D’Amato Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Ancona,“per scoprire la pericolosità delle munizioni reperite ed eventualmente ipotizzare il reato più grave di detenzione di armi da guerra”.

Durante le indagini sono stati effettuati rilievi fotografici che, insieme ai documenti ed ai verbali di rito, sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Ancona, che ha anche la disponibilità di tutto il materiale sequestrato.

A carico di due cacciatori, una denuncia per illecita attività venatoria nei parchi naturali, con mezzi vietati ed in periodo di divieto generale, uccisione di specie animali ed introduzione di mezzi di cattura non autorizzati, alterazione, omessa custodia di armi e detenzione di munizioni a palla non denunciate all’autorità di pubblica sicurezza.

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