piccione caccia II
GEAPRESS – Denunciato dalle Guardie Volontarie Venatorie del WWF e  Legambiente con l’accusa di avere predisposto una micidiale trappola per la fauna selvatica. Si tratta di un bracconiere della provincia che sarebbe stato sopreso proprio nell’atto di disfarsi di due piccioni morti, usati come esca.

I due poveri animali erano serviti per una trappola costituita da due cavetti d’acciaio ancorati saldamente ad una recinzione. Una trappola, spiegano le Guardie, particolarmente efferata,  causa un lungo strazio alle vittime, di solito volpi, cani o gatti. Per questo il suo uso è vietato dalla Legge che punisce chi la predispone  con l’ammenda fino a 1.500 euro.

Le Guardie Venatorie, dopo il ritrovamento della trappola nelle vicinanze di un appostamento fisso di caccia, hanno atteso pazientemente l’arrivo del bracconiere. Infatti dopo circa un’ora è apparso un cacciatore con fucile in spalla che alla vista dei volontari della Legambiente e del WWF di Ancona ha cercato maldestramente di disfarsi dei due piccioni morti, successivamente recuperati dalle Guardie Venatorie e sottoposti a sequestro insieme  ai due lacci in acciaio. Il trappolatore è stato quindi  denunciato all’Autorità Giudiziaria per caccia con mezzi vietati; il sequestro è stato convalidato dalla Procura della Repubblica di Ancona.

Secondo le Guardie WWF e Legambiente quello del trappolaggio nei confronti della fauna selvatica, ancora tristemente in uso in molti ambienti rurali e montani della  Provincia, causa ogni anno una morte atroce per decine di esemplari della fauna selvatica come di cani e gatti. Questa volta le Guardie Venatorie Volontarie sono arrivate prima ed hanno interrotto l’attività del trappolatore. Una pratica, vietata dalla legge ed alla quale, dicono WWF e Legambiente, il mondo venatorio dovrebbe opporsi fermamente.

Oltre ai controlli in materia venatoria, le Guardie stanno continuando in questi giorni le verifiche in materia di anagrafe canina. Negli ultimi giorni sono stati infatti elevati numerosi verbali di accertamento in tutta la Provincia di Ancona ad altrettanti  proprietari di cani, che non avevano provveduto ad iscriverlo all’Anagrafe Canina Regionale o che li detenevano a catena.

La Legambiente ed il WWF invitano tutti a non acquistare o regalare cuccioli di dubbia provenienza ma a recarsi presso i canili pubblici e privati della nostra Provincia per adottare un randagio e sottrarlo ad una vita in prigione.

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