GEAPRESS – Aveva costruito un vero e proprio lago del tutto abusivo di superficie pari ad oltre diecimila metri quadrati. Per imbrigliare il corso delle acque, in un’area soggetta a tutela del fiume Esino, nei pressi di Chiaravalle (AN), aveva alzato una diga in terra e poi, nel neonato specchio d’acqua frutto della creatività del cacciatore locale, aveva piazzato due appostamenti, presunti abusivi, per uccidere le anatre (nella foto). La legge regionale delle Marche, però, tende a sanare queste costruzioni.

Del lago con tanto di appostamenti, se ne era accorto il Corpo Forestale dello Stato che aveva provveduto alla denuncia e su disposizione del Tribunale di Ancona, sequestrato l’area (vedi articolo GeaPress).

Finì così nei guai anche un tecnico del Comune di Chiaravalle, dal momento in cui l’ufficio competente era stato in qualche maniera informato dei movimenti di terra. Certo non della creazione del lago, ma il controllo venne omesso. I due se la vedranno con il Magistrato, essendo ora rinviati a giudizio per gli specifici reati compiuti in concorso tra loro.

L’iter giudiziario nel frattempo va avanti ed il GUP del Tribunale di Ancona, dott. Zagoreo, mette ora assieme un altro importante tassello di una vicenda incredibile. Un intero lago abusivo attrezzato con gli appostamenti per la caccia alla anatre ed un canale per il drenaggio delle acque.

Viene infatti rilevato come il soggetto indagato, potrebbe essere favorito da una legge regionale del 2010. Ovvero le cubature degli appostamenti del laghetto abusivo, rientrerebbero tutto sommato nei parametri previsti per le autorizzazioni provinciali. Una sanatoria illegittima, per alcuni, dal momento in cui vengono così evitate le disposizioni normative nazionali. Leggi dello Stato che hanno, però, rilevanza penale.

Il GUP, infatti, ha rilevato non solo che la data di costruzione degli appostamenti del lago abusivo è antecedente alla legge regionale del 2010, ma che è casomai quest’ultima a porre la Regione Marche in una “zona franca” rispetto alle disposizioni nazionali. Di fatto, si legge nel provvedimento del GUP, sembrerebbe essere stata attuata, da parte della Regione Marche, una sorta di depenalizzazione. Motivo per cui, grazie al lago abusivo e ai comportamenti di omissione che dovranno ora essere giudicati dal Magistrato, la legge regionale è stata inviata alla Corte Costituzionale. Un fatto non nuovo nei provvedimenti filo-venatori della stessa regione. In questo caso a rischio sono tutte le autorizzazioni provinciali per gli appostamenti di caccia esentati dalla regione al rispetto delle norme edilizie nazionali.

Nel procedimento contro i due del lago abusivo il Comune di Chiaravalle si è costituito come parte offesa, mentre il WWF è parte civile.

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