GEAPRESS – Diciassette metri e mezzo di rete per uccellagione. Disposta all’interno di un frutteto nei pressi di Castelfidardo (AN). I Forestali del Comando Stazione di Ancona, l’avevano rinvenuta lo scorso ottobre. Alta un metro e mezzo e considerata la lunghezza totale dello strumento di cattura degli uccelli selvatici (condotta sanzionata dalla legge), appare difficile pensare che lo stesso conduttore del fondo non si fosse accorto della presenza della rete. Il sessantacinquenne affittuario del fondo, contattato dalla Forestale non ha fornito, però, alcuna spiegazione.

Secondo la Forestale, il reato ipotizzabile per il conduttore è quello di concorso nel reato di uccellagione. Deciderà per questo la Procura della Repubblica di Ancona.

Nei giorni scorsi, sempre ai danni di uccellatori era intervenuta anche la Polizia Provinciale di Venezia. Nei pressi dell’abitazione di un cittadino della frazione di Giussago, nel Comune di Portogruaro, erano state rinvenute, già posizionate, trappole per la cattura di volatili. All’interno, invece, ben 15 reti per l’uccellagione, tutte sequestrate, e alcuni richiami elettroacustici illegali. Poi anche 30 volatili richiusi dentro un box ed altri 80 detenuti in gabbiette. Diciotto uccellini erano privi dell’anello inamovibile previsto dalla legge. L’uccellatore è stato denunciato alla Procura della Repubblica per detenzione di specie non cacciabili, attività venatoria vietata in zone di ripopolamento e attività venatoria in tempo di divieto generale.

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