GEAPRESS – Certo che se fosse appurato che ad uccidere il povero don Francesco Cassol fosse stato un bracconiere, la Ministra Brambilla aveva più di una ragione ad opporsi ai nefasti provvedimenti libera caccia per fortuna bloccati la scorsa primavera. La pericolosità di alcune forme di caccia anche per gli ignari cittadini, era stata sottolineata anche dai Carabinieri i quali proprio agli inizi di agosto (vedi articolo GeaPress) avevano in tal senso giudicato il risultato di una mega operazione notturna antibracconaggio da loro condotta nelle campagne di Monreale (PA). Inoltre, è proprio di queste ore la protesta degli abitanti del quartiere Camilluccia di Misano Adriatico (RN) esasperati dai botti che avvertono in periodo di caccia ed impauriti dai pallini che piovono anche dentro casa.

Intanto con un colpo di fucile è finita la vita di chi aveva cercato nel contatto con la natura la tranquillità che a molti fa piacere interrompere per una carcassa di cinghiale magari da rivendere ad un ristorante del luogo. Tra l’altro, chi spara ai cinghiali, è in genere un conoscitore del luogo, specie se si muove di notte e singolarmente. Soprattutto nelle zone boscate avviene invece la battuta di caccia,  perciò non nella murgia di Altamura. Le voci dei battitori, tra l’altro, avrebbero svegliato il gruppo di ragazzi guidati da don Cassol.

Rimane pertanto l’ipotesi di un singolo bracconiere. Recentemente uno di essi ha pure dato fuoco ad un bosco pur di snidare i cinghiali (vedi articolo GeaPress). In genere il cinghiale, anche nelle zone aperte, viene attirato con del cibo, mandorle od altra pastura. Un’ alternativa possono essere le zone fangose (nelle zone dell’assassinio di Don Cassol aveva piovuto), dove il suino ama rotolarsi. Pozza o pastura che sia il bracconiere si apposta pazientemente ed appena il cinghiale è a tiro completa l’opera.

Sembra strano che il cacciatore di Altamura abbia commesso l’errore. Un cinghiale, anche di notte, si nota e soprattutto si sente. Stanno in branchi anche numerosi e con continuità grugniscono. Se di bracconiere si tratta, deve trattarsi probabilmente di una persona inesperta la quale però, nel marasma venatorio italiano, trova facile mimetizzazione nel gran numero di bracconieri di cinghiali che caratterizza il nostro territorio.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).