GEAPRESS – Nuova operazione dell’Arma dei Carabinieri ai danni di uccellatori palermitani.  Questa volta ad intervenire sono stati i militari della Stazione di Villafrati (PA) che hanno fermato un 53enne di Palermo colto in flagranza di reato durante un controllo del territorio.

I Carabinieri, infatti, hanno potuto riscontrare che l’uccellatore stava effettivamente catturando dei cardellini con l’utilizzo di un altro uccellino utilizzato come richiamo e con richiami acustici elettromagnetici (mezzi di caccia vietati dalla legge). Il valore del cardellino-zimbello, secondo i Carabinieri, era di cento euro. L’uomo aveva già catturato, grazie all’utilizzo di una rete di dieci metri di superficie, venti cardellini già riposti all’interno di una gabbia di base rettangolare alta non più di quindici centimetri. Nel gergo degli uccellatori, tale gabbia viene chiamata “ricevitore”. Il valore dei venti cardellini, sempre secondo i Carabinieri, era di ben 450 euro. Tutta l’attrezzatura ed i volatili, sono stati posti sottosequestro. Questi ultimi sono stati affidati al Corpo Forestale della Regione siciliana per la liberazione.

L’intervento è avvenuto sabato scorso alle 5.00 del mattino, fatto questo che evidenzia la meticolosità degli uccellatori, quasi sempre palermitani o della provincia, che sistematicamente lavorano al furto di fauna protetta per poi rivenderla preferenzialmente nel mercato degli uccellatori di Ballarò. Tale ignobile esibizione, degna dei mercati di fauna selvatica del sud est asiatico, si svolge nello storico mercato palermitano ogni domenica mattina. In tale luogo, nonostante i numerosi interventi delle Forze dell’Ordine (nelle ultime settimane vi è stato un intervento dei Carabinieri ed un’altro congiunto di Polizia di Stato e Corpo Forestale dello Stato), numerosi uccellatori espongono nella pubblica via cardellini ed altri volatili sia selvatici che allevati in casa, come canarini e pappagallini.

Non solo i due interventi di Ballarò. Ben quattro altri uccellatori palermitani, sono stati bloccati in questi ultimi giorni dal Corpo Forestale della Regione siciliana nella provincia di Enna e di Agrigento. Un fenomeno, dunque, ampiamente diffuso grazie all’esiguità della pena. Tutti i reati venatori previsti dalla legge italiana, sono infatti reati di natura contravvenzionale. Piccole ammende che di sicuro non fanno molta paura ai bracconieri. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).