GeaPress – Oltre dieci animali recuperati in poco più di due settimane di apertura della caccia. Tutti appartenenti a specie protette e tutti recuperi relativi solo alle colline della penisola sorrentina. “Una strage annunciata“. Così denuncia Claudio d’Esposito Presidente del WWF per la Penisola Sorrentina.

Questo il triste elenco: un allocco (rapace notturno) rinvenuto sulle colline di Piano di Sorrento, una Poiana impallinata a Termini (Massa Lubrense), un’upupa sparata in via Maiano a S.Agnello, uno sparviere a Moiano, una ghiandaia a Tordigliano, una civetta a Seiano, solo per citarne alcuni.

Molti di questi animali, precisa il WWF, sono stati salvati dal disperato pronto soccorso di cittadini che si sono imbattuti nelle vittime dei cacciatori. Purtroppo buona parte dei Centri di recupero sono stati in questi anni chiusi. Questo nonostante la cura degli animali selvatici richiede una precisa specializzazione, sicuramente non in possesso di tutti i Veterinari liberi professionisti.

Purtroppo – ha dichiarato il dott. Guglielmo Maglio referente zoologo per il WWF – da alcuni anni tutti i Centri di Recupero Fauna Selvatica dati in gestione a WWF e LIPU sono stati chiusi. Attualmente è operativo solo il “Frullone” gestito dall’Asl Na1, ma il trasporto e la consegna degli animali feriti fino a Napoli è complesso anche se si cerca di fare il possibile!!!”

Il WWF punta inoltre il dito sul dilettantismo dei cacciatori, fatto aggravato dalla palese inadeguatezza delle attuali leggi sulla caccia. “Bisognerebbe subito bloccare la caccia e rifare seri esami per tutti i cacciatori” ha aggiunto Claudio D’Esposito.

Secondo il WWF, infatti, la stragrande maggioranza dei cacciatori italiani non hanno avuto un addestramento professionale all’uso delle armi. Non hanno in buona parte superato alcuno specifico corso dal momento in cui
hanno preso la licenza di caccia prima che le leggi lo prevedessero, ovvero in data antecedente al 1977. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).