GEAPRESS – I bracconieri livornesi ormai spaziano dalle frecce (vedi articolo GeaPress), alle fiocine da sub, fino ad arrivare a marchingegni elettronici del tutto simili ad un ordigno, tanto da richiedere l’intervento degli artificieri della Questura cittadina.

Si trattava, invece, di un marchingegno a tempo congegnato per monitorare il passaggio della selvaggina. Il bracconiere di cinghiali, nel frattempo, distribuiva la pastura per attirare gli animali in luoghi sicuri a tiro del suo fucili. Anzi, dei suoi fucili considerato l’arsenale rinvenuto a seguito della perquisizione domiciliare eseguita dalla polizia Provinciale di Livorno. Sedici fucili, cinque pistole, migliaia di munizioni, trappole del tipo di lacci e tagliole, alcuni chili di polvere da sparo e due carabine modificate.
 Tutto l’arsenale è stato posto sotto sequestro ed il bracconiere denunciato.

Nel corso di un’altra operazione, condotta dalla Polizia Provinciale di Modena insieme ai Carabinieri, a Frassinoro (MO)  sono stati denunciati due bracconieri, di 74 e 76 anni, ai quali, nel corso della perquisizione domiciliare sono stati rinvenute 1300 munizioni, materiale idoneo alla costruzione di trappole, oltre che ad alcune armi non detenute in maniera idonea. Anche in questo caso è stato disposto il sequestro.