uccelli cotti
GEAPRESS – Oltre 16.000 uccelli catturati in Africa e destinati a piatti tipici nazionali del  nord Italia. Il  Corpo Forestale dello Stato, avrebbe però individuato un ben più vasto commercio pari a circa 405.000 uccelli diretti in ben 24 province del nord.

Il vasto traffico illegale di avifauna protetta aveva come paese esportatore la Tunisia, mentre il valore complessivo ammonterebbe a circa 400mila euro.

L’Operazione denominata “AFRICAN – OSEI” è stata coordinata dal Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale di Macerata. A dirigerla è stata la  Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata.

Secondo il Corpo Forestale dello Stato, sarebbe così stato portato alla luce un traffico di avifauna di vaste proporzioni che ha visto il coinvolgimento di oltre 80 grossisti, ristoratori e commercianti al dettaglio di selvaggina. Oltre 400.000 passeri e storni catturati in Africa, con mezzi che in Italia sono vietati. Gli stessi animali, una volta uccisi, sarebbero stati venduti illegalmente a ristoranti e supermercati.

L’intervento della Forestale ha ora portato al sequestro di oltre 16.000 volatili unitamente a copiosa documentazione contabile acquisita come elemento probatorio del traffico illegale. Al momento sono otto le persone denunciate presso le Procure della Repubblica di Macerata, Massa Carrara, Pesaro e Ravenna.

I reati addebitati sono quelli realtivi alla normativa venatoria.

L’interevento è tutt’ora in corso e non esclude nuovi colpi di scena. Capillari controlli dei Forestali stanno avvenendo in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Toscana. Lo scopo è quello di rintracciare la rimanente parte degli animali venduti illegalmente a ridosso delle festività, destinati alla preparazione di noti piatti tipici della tradizione nazionale.

Nel nostro Paese, ricorda il Corpo Forestale dello Stato, la fauna selvatica è considerata patrimonio indisponibile dello Stato, ed il commercio di uccelli selvatici è vietato. Anche le specie per le quali è consentita la caccia non possono essere vendute, acquistate o trasportate. Dallo scorso 24 giugno, in adempimento a quanto disposto dall’Unione Europea, tale divieto è stato esteso anche all’avifauna importata dall’estero della quale sussistono popolazioni nel territorio dell’Unione.

La cattura di grandi quantità di uccelli selvatici con reti o trappole è vietata in gran parte del territorio comunitario ma è consentita in Africa, Albania, ed altri paesi, dove ogni anno vengono catturati milioni di uccelli.

La massiccia cattura di avifauna selvatica, congiuntamente ad una gestione non sostenibile del territorio, può generare il rischioso impoverimento di popolazioni di uccelli apparentemente in buono stato di conservazione.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati