GEAPRESS – La Lombardia finisce di fronte alla Corte Costituzionale per la legge sulla caccia in merito al periodo di addestramento dei cani da caccia. “L’allungamento di tale periodo – ha dichiarato l’eurodeputato Andrea Zanoni – era stato già bocciato dall’ISPRA in risposta ad un parere che ho chiesto personalmente il 10 agosto in quanto mette a rischio la sopravvivenza di molte specie. Con questa mossa la Regione Lombardia non ha fatto altro che seguire il Veneto sulla strada dell’illegalità venatoria”.

Il Consiglio dei Ministri ieri 20 settembre ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge Regione Lombardia n. 15 del 31 luglio 2012 “Modifiche alla legge regionale 16 agosto 1993, n. 26 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria) concernenti il periodo di allenamento e addestramento cani” in quanto contiene alcune disposizioni che contrastano con le norme statali in materia di protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio che stabiliscono standard minimi e uniformi di tutela della fauna in tutto il territorio nazionale e, pertanto, violano la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente.

L’addestramento dei cani da caccia non dovrebbe mai essere consentito da febbraio ad agosto – spiega Zanoni – Purtroppo il Consiglio regionale della Lombardia l’ha reso possibile con tutti i rischi per la fauna che ne conseguono“.

Nel mese di agosto molte specie, in particolare di uccelli che nidificano a terra o nei cespugli a portata dei cani da caccia, possono avere ancora in corso l’ultima covata o nidiata, e sono così a rischio cattura da parte dei cani liberi di cacciare al di fuori dei campi di addestramento lo riservati.

Adesso la Lombardia verrà giudicata dalla Corte Costituzionale in quanto alcune di queste specie sono addirittura comprese nella lista rossa dell’IUCN, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il globo terrestre”, aggiunge l’eurodeputato che conclude: “Non è giustificabile che la Lombardia non abbia chiesto alcun parere all’ISPRA, organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per lo Stato, prima di approvare questa contestata legge. Adesso ne risponda di fronte alla Corte Costituzionale”.

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