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GEAPRESS – “La Regione Abruzzo non si smentisce! Come ogni anno, consentendo la preapertura, l’Assessore regionale alla caccia di turno fa il solito “regalo” ai cacciatori a danno della fauna abruzzese”. Così il WWF Abruzzo commenta le cosiddette preaperture venatorie. Nella giornata di ieri, mercoledì 2 settembre, e ancora domenica prossima, 6 settembre, infatti, in Abruzzo è possibile cacciare tortora, cornacchia grigia, gazza e ghiandaia, in anticipo di alcune settimane rispetto all’apertura ordinaria.

L’apertura anticipata della caccia, afferma il WWF, è una pratica estremamente dannosa, oggetto di forti critiche da parte del mondo scientifico. Anticipare la stagione venatoria, avrebbe un effetto negativo, non solo sulle specie oggetto di prelievo, ma anche su tutte le altre che vengono disturbate dai cacciatori impegnati nelle battute di caccia. La tarda estate, poi, è un momento molto delicato sia per il ciclo biologico di diverse specie sia per le condizioni naturali caratterizzate da scarse risorse idriche e trofiche. Senza considerare la possibilità di atti di bracconaggio su specie non cacciabili durante la preapertura, possibilità che aumenta grazie alle azioni di indebolimento del Corpo Forestale dello Stato e delle Guardie provinciali che si stanno mettendo in atto.

La preapertura della caccia”, dichiara Luciano Di Tizio, delegato WWF Abruzzo, “è la dimostrazione che la pratica del prelievo venatorio non avviene sulla base di valutazioni tecnico-scientifiche, ma solo per accontentare i cacciatori. Fortunatamente, grazie alle battaglie del WWF e delle altre associazioni, negli ultimi anni sono state notevolmente ridotte le giornate di preapertura, ma è evidente che la Regione Abruzzo non ha ancora raggiunto quella maturità necessaria per una corretta gestione faunistica”.

Ad avviso del WWF, però, la preapertura sarebbe solo uno degli aspetti problematici del calendario venatorio 2015/16.

Come WWF siamo intervenuti con nostre osservazioni sul calendario venatorio alla Commissione regionale sulla Valutazione di Incidenza Ambientale”, conclude Luciano Di Tizio, “sollevando molteplici questioni in merito a modalità e periodi di caccia su diverse specie. Ci attendiamo modifiche prima dell’avvio della stagione di caccia vera e propria, altrimenti dovremo mettere in atto le necessarie azioni in tutte le sedi. Ricordo che negli ultimi anni l’azione della Regione Abruzzo in materia di caccia è stata bocciata dalla magistratura e dal Governo ben 14 volte! Il tutto con conseguente esborso per gli abruzzesi che hanno visto impiegati i soldi delle loro tasse in avvocati e spese legali per difendere scelte indifendibili adottate solo per accogliere le richieste delle associazioni venatorie”.
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