GEAPRESS – Prima il grave tentativo di emanare il calendario venatorio (che deve essere un atto amministrativo) per legge, rendendolo così inossidabile rispetto ai tempi di ricorso innanzi alla Corte Costituzionale. Poi, ben tre versioni dello stesso calendario che però, commentano al WWF Abruzzo, non sono riusciti ad evitare il ricorso al TAR del WWF, della Lega per l’Abolizione della Caccia ed di Animalisti Italiani.

Una deriva filovenatoria, secondo Dante Caserta, Consigliere Nazionale del WWF, quella dell’Assessore al ramo Febbo, accusato di estremismo venatorio. Il TAR da ragione alle Associazioni e per quest’anno la caccia, grazie all’Ordinanza di Sospensiva (scarica qui) è scardinata nelle fondamenta stesse del calendario venatorio. Ben 27 specie cacciabili in periodi eccedenti quelli previsti dell’Ispra, l’organo tecnico previsto dalla Stato che, ancora una volta, le Regioni dimostrano di non ascoltare. Censura del TAR, oltre che sui periodi, anche per gli orari di caccia.

Teoricamente la Giunta Regionale dovrebbe ora adeguare orari e periodi di caccia. Ne siamo sicuri? Considerata l’arroganza delle Regioni c’è da dubitarne.  
 
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