Poiana scuola CFS cop
GEAPRESS – Si è svolta la scorsa settimana, in un vero e proprio tour nelle scuole del Corpo Forestale dello Stato a Città Ducale, Ceva (CN) e Castel Volturno (CE), la formazione dei nuovi allievi Ispettori sui temi dell’antibracconaggio e della manipolazione e prima assistenza alle specie selvatiche.

Insegnante in cattedra il Vice Questore Aggiunto dott. Isidoro Furlan, Comandante Provinciale di Verona del CFS e grande esperto di antibracconaggio, che ai giovani Forestali ha mostrato le nuove tecniche dei bracconieri e le attività di contrasto messe in essere dal personale della Forestale, sia nei singoli comandi stazione che negli specifici campi antibracconaggio come l’Operazione “Pettirosso” a Brescia e “Adorno” a Reggio Calabria, realizzati in zone della nostra penisola dove il bracconaggio è particolarmente radicato.

Il Comandante Furlan ha mostrato oltre 200 tipi di trappole diverse, ognuna per una specie selvatica diversa, dal lupo all’ermellino al pettirosso, il loro posizionamento e funzionamento. Un ricco e triste repertorio di arnesi del bracconiere, frutto di confisca a seguito dei numerosi sequestri operati dalla Forestale.

I bracconieri – sottolinea a GeaPress il Vice Questore Aggiunto dott. Isidoro Furlan – usano a volte le stesse tecnologie che usiamo noi per il monitoraggio della fauna, come le telecamere termiche o le foto-trappole. Inoltre, con l’uso di silenziatori e armi con matricole abrase tentano di sfuggire ai controlli. Ma la Forestale – conclude il Comandante Furlan – ha messo in campo anche i droni per la lotta al bracconaggio.”

Le lezioni hanno compreso anche un approfondimento sulla normativa italiana ed europea di settore e il problema, capillarmente diffuso, dei bocconi avvelenati per il quale la Forestale ha predisposto un Reparto Speciale di Unità Cinofile.

La parte relativa alla manipolazione e alla prima assistenza alle specie selvatiche è stata affidata agli esperti del Centro “Il Pettirosso” di Modena, che hanno sottolineato l’importanza di un corretto approccio agli animali selvatici in situazioni di pericolo o, comunque, nei contesti di operazioni di sequestro da parte della Forestale.

A coadiuvare le lezioni degli esperti vi erano una Poiana, un Tasso ed un serpente, tutti animali salvati e ospitati nel Centro modenese, perché ormai impossibilitati a tornare alla vita libera.

E’ importante saper manipolare in maniera corretta gli animali selvatici – ha dichiarato Piero Milani Responsabile del Centro “Il Pettirosso” – per evitare di arrecare danno agli stessi animali e all’uomo. Quest’anno ci sono stati diversi casi di animali detenuti e poi liberati ormai “imprintati”, [n.d.r. abituati e condizionati alla presenza dell’uomo] che hanno causato danno, non per loro colpa, ma perché riconoscevano nell’uomo un rivale. E’ il risultato di quando si va a fare qualcosa che non si conosce. Ecco perché è importante affidarsi ad esperti e saper comportarsi nei primi contatti con l’animale. La detenzione di un animale selvatico non va assolutamente presa alla leggera. Bisogna conoscere bene l’animale che si va a trattare – conclude Milani – e bisogna sapere come comportarsi perché l’animale ci vede sempre come un predatore, anche se il nostro intervento è a fin di bene.”

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTOGALLERY: