GEAPRESS – A Caltanissetta piovono Tortore. Anzi più precisamente a Serradifalco. Sono della stessa specie di quelle famosissime di Faenza. Anche a Serradifalco mangiano granaglie, ma le Tortore siciliane hanno lo stomaco più robusto. Non muoiono per aver mangiato troppo, come incredibilmente qualcuno ha sostenuto per Faenza. A Serradifalco, in località Cusantino, cadono appesantite una dietro l’altra. La causa però è il piombo dei cacciatori. Tre cacciatori, con regolare licenza, più una quarta persona priva di fucile, costituivano infatti una sorta di squadra scoperta domenica scorsa (ultimo giorno di caccia) dalle Guardie WWF della Provincia di Caltanissetta. I cacciatori, appostati proprio nei pressi di un capannone stracolmo di granaglie, hanno sparato decine di colpi.

Constatato il grave pregiudizio per la fauna selvatica le Guardie WWF hanno chiesto l’intervento dei Carabinieri della locale Stazione di Serradifalco. Undici Tortore dal collare orientale ed un Piccione, entrambe specie protette. Le Tortorelle ed il Piccione uccisi sono state consegnate alla Ripartizione Faunistico Venatoria di Caltanissetta, come prescrive la legge sulla caccia; tutti gli atti saranno trasmessi dai Carabinieri alla Procura della Repubblica nissena, che avvierà le indagini per le ipotesi di reato di caccia a specie protette e violazione delle norme sulla custodia di armi e munizioni.

I militari dell’Arma e le Guardie WWF hanno, inoltre, eseguito un’ispezione presso un vicino capannone, dove venivano trovate abbandonate sul suolo due cartucce inesplose per fucile calibro 12, anch’esse sequestrate.

Purtroppo la legge italiana prevede in un certo senso la figura del cacciatore bracconiere. Chi uccide delle specie protette potrà continuare a farlo. Solo nel caso ripeta il grave atto di bracconaggio (e sempre che venga individuato) è prevista la sospensione da uno a tre anni della licenza del porto di fucile ad uso caccia. Tutti i reati venatori italiani sono inoltre di natura contravvenzionale.

I controlli del WWF continueranno anche nel periodo di caccia chiusa e per questo il WWF invita i cittadini a segnalare eventuali abusi. 

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